Un po' l'ho rivalutata nel tempo....Se ci verrete non sarà per la storia (presunta) dell'amore tra Raffaello Sanzio e la Fornarina e forse neanche per vedere dove ha inizio l'epopea di Marisol che cerca l'ostello....non vi interesserà sapere che è un artefatto di origini antichissime che è stato più volte rimaneggiato sopravvivendo nei secoli e neppure che quelle merlature niente hanno a che fare con le mura aureliane dalle quali deriva....se passate di qua probabilmente sarà solo perché siete venuti nel cuore di Trastevere per un aperitivo o per la movida. Inutile cercare tracce delle mura che sono state distrutte (forse qualche resto romano si trova nella adiacente villa Farnesina. Peccato perché la porta è bella e quell'edicola meriterebbe un restauro. Anzi... A ben vedere sono due gli affreschi che sono protetti da una pensilina ma oramai non si riconosce neanche più il soggetto dipinto. Guardate le foto e i video che ho postato e le altre recensioni su Roma e le sue meraviglie che ho fatto e se sono stato utile lasciate un like
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Recensioni
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Roberto Cecchini ★★★★☆
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Romualdo Cordelli ★★★★★
Porta Settimana è l'unica porta originale delle antiche Mura Aureliane della parte, quasi un triangolo, che racchiudeva a quel tempo Trastevere entro le mura di Roma. Da essa inizia Via della Lungara, che era una via successivamente tracciata per indirizzare i pellegrini che di li entravano a Roma verso la Basilica di San Pietro. La porta deve probabilmente il suo nome a Publio Settimio Geta, figlio dell'imperatore Settimio Severo, che qui possedeva i cosiddetti Horti di Geta e probabilmente anche delle terme. Ora è un punto caratteristico e tipico di Trastevere.
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Stefano Manzo ★★★★★
La Porta Settimiana si trova nel centro storico di Roma, Rione XIII (Trastevere) delimitando Via di Porta Settimiana, con Via della Lungara. Sono contento di poter aggiornare questa vecchia recensione, con le nuove informazioni che ho trovato, per adeguarla alla situazione odierna. UNA STORIA MILLENARIA: La Porta ha origini molto antiche, risalenti ai primi secoli d.C., prende il nome dalle Terme di Settimio Severo, un tempo presenti in questa zona, le quali caddero in disuso con la costruzione delle Mura che ne occuparono il territorio. Faceva parte delle Porte minori e aveva un ruolo di protezione e accesso all'interno della città (dentro le mura Aureliane). Si ebbero nel corso dei secoli vari restauri, importante la totale ricostruzione avvenuta nel 1498 da parte del papa Alessandro VI (dei Borgia) probabilmente su disegno di Antonio Sangallo il Vecchio. L’aspetto attuale, con un unico fornice e la caratteristica merlatura ghibellina, è dovuto al restauro avvenuto nel XVIII secolo da parte di Pio VI. In entrambi i lati vi sono affreschi di carattere sacro, il più significativo è quello sulla sinistra della parte interna, una edicola del XVI secolo, non in buone condizioni, che rappresenta "l'Orazione nell’orto", dove Gesù in meditazione, viene distratto da un angelo. Con il tempo e con la costruzione della nuova cinta muraria, questa porta perse la sua funzione difensiva e divenne un suggestivo varco storico nel cuore di Trastevere. LE MURA AURELIANE: UN’OPERA CICLOPICA La storia delle mura Aureliane, nella sua interezza il più grande monumento di Roma, parte da lontano; dopo che per la terza volta i barbari avevano invaso Roma, si pensò di realizzare in tutta fretta una monumentale opera architettonica in difesa della città. La Cinta, nella sua prima versione, fu realizzata in quattro anni nel III secolo d.C., per affrettarne la costruzione, vennero inclusi nelle mura edifici già esistenti (per circa il 10%), come ad esempio la Piramide Cestia, inoltre per limitarne i costi legati agli espropri dei terreni, si cercò di utilizzare il più possibile quelli demaniali. Le sue dimensioni per l’epoca erano ciclopiche, oltre 18 km di lunghezza, a protezione di un’area di oltre 1.000 ettari, le porte principali anche in seguito ai vari rifacimenti arrivarono a 18. Per conoscere meglio questa gigantesca opera è presente il Museo delle Mura, presso Porta San Sebastiano, dove è possibile visitare la torre il camminamento e viverne dall’interno l’atmosfera. ROMA UN MOSAICO: Passeggiare nei pressi della Porta Settimiana è come sfogliare un libro di storia a cielo aperto. Il Rione Trastevere conserva ancora intatti alcuni scorci caratteristici, gli stessi che il pittore Ettore Roesler Franz immortalò nella sua celebre serie di dipinti, "Roma Sparita". Se questo scorcio ti ha incuriosito, ti invito a continuare il viaggio insieme a me con le altre mie recensioni.
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Andrea Carrara ★★★★☆
Situata all'inizio dell'attuale via della Lungara, la strada che dal XVI secolo collega il Rione Trastevere al Rione Borgo, questa caratteristica porta è una tra quelle che si aprono lungo le Mura Aureliane ed è l'unica rimasta nel luogo in cui fu edificata. Inizialmente, il tratto di mura sulla sponda destra del Tevere includeva altre due porte, la Porta Portuensis e la Porta Aurelia, poi denominata Porta San Pancrazio. Intorno alla metà del Seicento, in seguito alla costruzione delle Mura Gianicolensi, realizzate per sostituire e ampliare il tratto transtiberino delle Mura Aureliane, la Porta San Pancrazio fu ricostruita in posizione più avanzata, mentre la Porta Portuensis fu demolita e sostituita dalla Porta Portese. Nel corso dei secoli, Porta Settimiana ha subito diversi rimaneggiamenti e restauri. Nel 1451, papa Niccolò V la fece restaurare per agevolare il transito dei pellegrini che arrivavano a Roma in cerca dell’indulgenza papale. Nel 1498, la porta fu completamente ricostruita con la sua distintiva merlatura ghibellina e la sommità a coda di rondine, perdendo ogni riferimento all’aspetto originale del quale non è rimasta alcuna traccia. Nel 1643, papa Urbano VIII fece edificare le Mura Gianicolensi demolendo gran parte delle Mura Aureliane a destra del Tevere: la Porta Settimiana venne incorporata nelle nuove mura e perse la sua funzione difensiva. Nel 1798, e grazie a papa Pio VI, ebbe luogo l'ultima ristrutturazione: della porta fu preservata e, se possibile, ancor più enfatizzata la foggia militaresca che appariva alquanto inconsueta per un portale ormai privo di qualsiasi utilità difensivo e per di più inserito all'interno di un quartiere cittadino.
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Michele Soldovieri ★★★★★
Passeggiando per la riva destra del biondo Tevere, con alle spalle il Vaticano, se si preferisce imboccare il rettifilo della Lungara, anziché percorrere il lungotevere, puoi imbatterti in questa splendida porta, la cui struttura risulta oggi inglobata nei caseggiati del rione Trastevere. Porta Settimiana non gode della considerazione che hanno le altre porte romane né costituisce esempio di particolare pregio architettonico, essendo stata costruita a scopi difensivi. È misconosciuta ai più, anche se i pellegrini forestieri la attraversavano, per necessità, al fine di percorrere la Via Sancta, per poi raggiungere la meta cristiana della basilica di San Pietro, onde ottenere l'indulgenza plenaria. I trasteverini la considerano quasi come una porta della loro casa che, per inveterata abitudine, tengono aperta, per poter liberamente accedere alle vie del rione. Appena varcata, dalla Lungara, ti trovi in uno degli scorci trasteverini maggiormente pittoreschi che certamente avrebbero fatto sussultare il pennello di Roesler Franz. Via della Scala, via di Santa Dorotea e Via Garibaldi, un incontro di strade che sembrano darsi la mano ed abbracciarsi.
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Andrea Remine ★★★★☆
Porta Settimiana è la porta settentrionale di quel triangolo che includeva il rione Trastevere all’interno delle Mura Aureliane. “Porta Septimiana“, questo il suo nome antico, fu costruita da Settimio Severo sugli “Horti Getae“, sui giardini cioè di Settimio Geta, figlio di Settimio Severo e fratello dell’imperatore Caracalla. La porta attuale fu ricostruita, con la sua caratteristica merlatura ghibellina, da papa Alessandro VI Borgia nel 1498 e segna l’inizio di via della Lungara.
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Domenico DiCo ★★★★☆
Questa porta il cui nome antico era "Porta Septimiana" fu costruita da Settimo Severo e col tempo subì ovviamente il passare del tempo e delle intemperie fino alla sua ricostruzione secondo l'attuale forma, con merlature ghibelline, su ordine di Papa Alessandro IV Borgia nel 1498. La porta in sé è molto bella e caratteristica e molto ben tenuta, presenta anche una specie di affresco su una facciata, di cui purtroppo si riconosce ben poco, con sopra un tettuccio che un minimo da protezione.
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carlo petroselli ★★★★☆
La porta settentrionale nelke mure Aureliano e cui si accede a Trastevere e via Lungara. Fu costruita da Settimio Severio la porta attuale con i suoi merli da papa Borgia
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Patrick G. TARDIEU ★★★★☆
Tra le 101 coses da fare a Roma. Fatto. Trastevere, malagrado un pressione turistica importante rimande sempre bello da visitare.
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Domande frequenti
Qual è l'indirizzo di Porta Settimiana?
Porta Settimiana si trova in via Via di Porta Settimiana, 00165 Roma RM, Italia
Come si può raggiungere Porta Settimiana?
Puoi raggiungere Porta Settimiana tramite il seguente link