Il sito è decisamente interessante sia dal punto di vista naturalistico che architettonico, specialmente in relazione alla progettualità "utopica" della città. Peccato che il progetto iniziale non sia stato completato e che quindi il sito sia "ridotto" negli alzati degli edifici. Si coglie comunque, la monumentalità del borgo.
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Recensioni
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Patrizia Martinelli ★★★★☆
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Massimo Armellino ★★★★☆
Nella suggestiva Maremma laziale, vicino al confine tra Lazio e Toscana, si trovano i resti di Castro, un'antica città rasa al suolo nel 1649. Per esplorare queste rovine, è necessario inoltrarsi in un fitto bosco che cela le fondamenta e i resti della città, che nel 1537 divenne la capitale del Ducato di Castro. La storia di Castro è affascinante e tragica: fu completamente distrutta dopo appena un secolo dalla sua fondazione. Durante la mia visita, ho trovato il cancello e la biglietteria chiusi, ma era comunque possibile accedere facilmente passando accanto al cancello.
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Pierluigi Capotondi ★★★★★
La chiesa presenta diverse fasi costruttive la prima risale al secolo XIII, testimoniata dall’impianto planimetrico a croce latina, con la zona presbiteriale terminante in tre absidi. In epoca rinascimentale, XVI secolo, è stata tamponata l’abside e reso monumentale l’altare, con la realizzazione di un’edicola in travertino. Nella relazione di una visita pastorale compiuta dal vescovo di Castro Monsignor Giovanni Ambrogio Caccia nel 1603, la chiesa è indicata come un tempo cattedrale della città appare la denominazione Santa Maria con l’appellativo “intus civitatem” cioè dentro le mura cittadine. Agli inizi del XVII secolo a seguito del crollo del tetto i francescani l’abbandonarono definitivamente, fu poi restaurata dalla Società degli Artigiani, di cui divenne sede. A seguito della seconda guerra di Castro, nel 1649, l’edificio religioso fu raso al suolo come il resto della città: travolto anche dal crollo del soprastante complesso conventuale di San Francesco, rimase sepolto sotto cumuli di macerie, Ne fu liberato, dopo più di tre secoli nell’oblio, solo nel luglio1997. La chiesa di Santa Maria ha un impianto a croce latina formato da un’unica navata e presbiterio terminante con tre absidi scavate nel tufo, solo in parte visibili esternamente. Si accede all’ingresso principale, posto a sud-ovest, tramite una scalinata composta da sette gradini. Vi erano due aperture laterali; lungo il lato sinistro si notano i segni di un accesso murato con blocchetti di tufo assieme a conci di arco in trachite rossa che costituivano il portale; lungo il lato destro è presente una porta rialzata rispetto al piano esterno di calpestio, non collegata con esso. Il presbiterio, interamente perimetrato da un sedile lapideo, è interrotto nella zona centrale dell’abside maggiore da una cattedra in marmo, presenta tre altari, uno per ognuna delle absidi. Era sopraelevato rispetto al piano di calpestio della navata di due gradini, diviso da essa da un arco trionfale; era accessibile dall’esterno tramite due portali costituiti da conci in trachite, posti a sinistra e a destra della navata. L’alzato è oggi quasi del tutto perso, era formato da blocchi di tufo e coperto con volte a crociera, il presbiterio era coperto da tre volte anch’esse a crociera, separate da due arconi. Gli affreschi presenti nella parte sinistra del presbiterio sono poco conservati e di difficile lettura, partendo dal muro sinistro del presbiterio si nota un San Michele arcangelo, poi una serie di raffigurazioni quasi completamente perse, tra cui una Figura in trono con penitente. Nella parte bassa del pilastro posto tra il muro e l’abside sinistra rimane la raffigurazione di un Diavolo con tridente.
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Roarrr Trip ★☆☆☆☆
Guidato lo scorso ottobre più di 150 km per trovare un cancello chiuso. Da nessuna parte in rete era indicato l'ingresso previo acquisto di biglietto e soprattutto che è chiuso almeno fino a novembre 2023 per dei lavori. Solita gestione ignobile di siti di altissimo valore storico da parte delle amministrazioni locali. Spero di trovare informazioni aggiornate nei prossimi mesi per riuscire finalmente a visitarlo senza dover guidare per nulla.
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David Powell ★★★☆☆
Ora c'è un cancello all'ingresso di questo sito che non c'era qualche anno fa. Due operai stavano costruendo percorsi e adattando la "biglietteria", ma il sito stesso ora è molto invaso e per lo più inaccessibile se si hanno bambini piccoli. Ci sono un certo numero di cisterne e cantine che possono essere pericolose per i bambini piccoli. Se rinnovano il posto in modo che almeno tu possa immaginare com'era una volta, allora pagheranno una tassa modesta per entrare. Al momento, non dovresti entrare da solo, ma l'abbiamo fatto. Basta non prendere nulla o danneggiare nulla (o voi stessi).
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Nico Kevin Pisciarelli ★★★★★
Bellissimo luogo ormai quasi dimenticato e un po' tenuto male. Da visitare sia per la sua affascinate storia e i ruderi stupendi della città che affiorano, sia per i percorsi naturalisti. Attenzione però a non avventurarsi troppo oltre, c'è poca segnaletica e alcuni passaggi sono impervi, ma se ci si ferma solo a visitare la città distrutta si può guardare tutto agevolmente e con facilità.
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Domande frequenti
Qual è l'indirizzo di Antica città di Castro?
Antica città di Castro si trova in via Unnamed Road, 01010, 01010 Ischia di Castro VT, Italia
Come si può raggiungere Antica città di Castro?
Puoi raggiungere Antica città di Castro tramite il seguente link