LETTERA DI RINGRAZIAMENTO ALLE INFERMIERE E AGLI INFERMIERI DEL PRIMO E È tradizione la notte di Natale ricevere delle risposte, magari sotto la calda luce colorata di un abete addobbato, a lettere scritte, qualche settimana prima, e consegnate a una immaginaria posta celeste. I destinatari di questa corrispondenza del cuore sono perlopiù cari ai piccini, da Babbo Natale alla Befana (che, per non intralciare il lavoro del barbuto e panciuto collega, da secoli ha pensato di consegnare doni a cavallo di una saggina volante la notte del 6 gennaio). Io ho preferito scrivere una lettera a Gesù Bambino. Il motivo è semplice. Intendo ringraziare il "Diletto Pargoletto" di avermi fatto incontrare nel cammino imprevedibile della vita angeli che mi hanno aiutato ad affrontare una prova durissima. Si dirà, ma gli angeli sono in cielo o, al massimo, raffigurati su tele o in affreschi. No, gli angeli hanno il volto delle infermiere e degli infermieri del reparto di "Ematologia e trapianto di cellule staminali emopoietiche" del primo E del policlinico "Gemelli", che, a seconda del loro carattere (dal serio al fulmineo, dall'epicureo al guascone, dal burbero-benefico al materno), confortano l'animo sofferente di chi è malato con tenerezza e professionalità. Ecco, chiedo al "Bambinello" di proteggere le loro vite e di conservare in loro quella luce di speranza e di incoraggiamento che illumina le esistenze di chi vuole loro bene, non solo le camere sterili. Ora, qualcuno insinuerà il dubbio che questa missiva non sarà mai letta da Gesù Bambino, che è una illusione, che è una umana esigenza, punto. Siamo sicuri? Scusate, ma chi sta leggendo adesso queste brevi parole? Chi questo ringraziamento? Chiaro, chi porta negli occhi il luminoso dono del Natale. E il dono del Natale è la nascita di Gesù tra gli uomini. Ecco, il presepe più bello è dentro di noi e brilla, soprattutto, negli occhi degli angeli. Non quelli delle tele e degli affreschi, ma quelli che ogni giorno si dedicano con tutto il cuore alla cura dei pazienti del reparto di "Ematologia e trapianto di cellule staminali emopoietiche" del primo E del policlinico "Gemelli". BUON NATALE A TUTTE LE CARISSIME INFERMIERE E A TUTTI I CARISSIMI INFERMIERI Francesco Paolo Sicolo
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Recensioni
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Francesco Paolo Sicolo ★★★★★
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Ugo Vitti ★☆☆☆☆
Un incubo il PS del gemelli 4 giorni e 3 notti (2 sulle sedie, 2 sulle barelle , in camerate) e poi in medicina - dove hanno ben pensato di rispedirimi a casa. Senza aver risolto il problema. Con indicazione di fare PS in caso di dolore. Praticamente il giorno dopo. Sarei morto in mano a loro! medici assenti e in fuga.
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Peter ★☆☆☆☆
Parlo del Pronto Soccorso. Era stracolmo, all’interno sia i medici che gli infermieri non davano minimamente ascolto ai pazienti, muovendosi frettolosamente e lasciando a loro stessi i pazienti. Atmosfera da terzo mondo. Ho atteso più di 5 ore (con codice azzuro quindi abbastanza grave) per essere visto dall’infettivologo, che mi ha completamente ignorato: il consulto è durato esattamente tre minuti, durante i quali ha parlato soltanto con l’infermiera, senza rivolgermi neanche una domanda. Non mi è stato chiesto nulla sul mio trascorso clinico. Sono stato mandato poi a casa con una prescrizione antibiotica che non è stata utile poiché è stata fatta molto sommariamente, infatti mi sono dovuto recare poi allo Spallanzani, il quale ha confermato che l’antibiotico datomi non era sufficiente. Esperienza tremenda. Una situazione allucinante, che lascia davvero senza parole. Complimenti alla sanità.
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Michela S ★★★★★
Reparto MAXILLO FACCIALE. Intervento per rimozione lipoma di vaste dimensioni. Operata dal prof. MORO, Persona di grande competenza e umanità. Reparto pulito. Cibo curato e sempre caldo. Infermieri e oss sempre disponibili e gentili. Il prof Moro è davvero unico nella sua specializzazione. Grazie di cuore. TERNI.
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Emilio Scalise ★☆☆☆☆
Da evitare come la peste. Il peggiore ospedale della zona. Caotico, affollato, gestito male. Un labirinto. Fanno la finta di avere 3mila app per aiutarti, non ne funziona una. File ovunque. Sperate che non vi serva mai andarci in maniera indispensabile. E in più ricordate che andando li, finanziate la chiesa cattolica, il male.
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Priscilla Bacchelli ★☆☆☆☆
ATTENZIONE! NON fatevi operare agli OCCHI in questo ospedale! Servizio inesistente e personale e dottori specializzati nel settore che ti da disposizioni sbagliate solamente per non ammettere al paziente in lista da mesi e mesi che NON HANNO I MACCHINARI adatti per alcuni tipi di operazione. Pertanto invece di aiutarti umanamente ed essere sinceri preferiscono allungare i tempi con scuse inammissibili, mascherare il fatto che non hanno gli strumenti e i macchinari giusti consigliandoti operazioni sbagliate e non appropriate creando un danno importante alle persone che pensano di potersi affidare.
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Raphael Leonetti ★☆☆☆☆
Pessima struttura, non esistono più medici pensano solo a far soldi la dentro banalità superficialità approssimativa garantita . Non consiglio . Reparto ginecologia oncologica prestare massima attenzione
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Damiano Nemo ★☆☆☆☆
Penso che ci dovrebbe essere una figura psicologa nel selezionare il personale,in questi posti ci vogliono persone che amano aiutare il prossimo,non persone scontrose,senza un minimo di pazienza e che sono lì solo per i soldi a fine mese! Questo tipo di lavoro non è adatto a tutti! Eppure ci sono veramente iene a lavorare negli ospedali.una persona che sta male ha bisogno di amore non di arroganza.
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E. ★☆☆☆☆
Con profonda delusione scrivo ciò. Reparto oncologico. Essendo un reparto particolare e delicato, ci si aspetta un minimo di dignità per i pazienti, invece zero. Tempi biblici: dopo aver fatto l'accettazione si attende dalle 3/4 ore prima dell'arrivo della terapia( terapia che viene confermata 2 gg prima dato che il paziente manda le analisi confermando così la presenza) nonostante ciò, questo è la normalità. Ogni settimana la stessa straziante situazione che porta il paziente a star dentro per 6/7 ore; è per voi normale ciò? Inoltre altro grande problema: non vi è un numero di reparto da poter chiamare in caso di emergenza; viene data la mail dove si mandano le analisi e a cui, ovviamente, se rispondono una volta ci si può ritenere fortunati! Dov'è l'umanità verso queste persone? Non sto poi qui a parlare dell'immensa differenza del reparto oncologico in solvenza e del reparto oncologico pubblico, sarebbe ancor più frustrante verso i pazienti che per ovvietà non possono permetterselo. In tutto questo, ci tengo a sottolineare l'umanità che gli infermieri, i dottori e tutto il personale hanno verso i pazienti, compensando in parte i grandi deficit che un ospedale così importante ha. Cercate di dare più dignità ai pazienti e lo potete fare solo migliorandovi.
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