Panoramica del catalogo
- 41 Aziende totali
- 4.3 Valutazione media
- 71% Con recensioni
- 49% Con foto
- 2 Molto valutati
- 1 Aperti nel weekend
Trovati 41 risultati
Sfoglia transparenza a Basilicata. Usa questa directory per confrontare valutazioni, recensioni, foto, orari di apertura, indirizzi e contatti. 41 risultati a Basilicata. Valutazione media 4.3/5 basata su 756 recensioni e valutazioni.
Quante attività rientrano in ogni fascia di voto (solo valutate).
“Una cittadina bellissima. Molto caratteristica. Piccola ma deliziosa. Tranquilla. Molto familiare.”
“Campo federale...altro che Genzano di lucania”
“Ottimo paese, ottime persone. Luogo fantastico.”
“Non sono stato effettivamente a Trecchina se non di passaggio per andare a Maratea ma devo dire che, pur visto velocemente, mi ha fatto un'ottima impressione: ben tenuto, verde, ordinato, pulito...insomma davvero un bel paese! Coglierò l'occasione la prossima volta per fermarmi a visitarlo”
“Sanfele è un bellissimo Borghetto di montagna tanto bosco tra qui diverse cascate piccole e una più grande la più bella........gente meravigliosa accogliente si respira aria pulita si mangia bene quasi da tutte le parti e si spende x tutte le tasche insomma se capitate da quelle parti fermatevi ne vale la pena”
“Sebbene la sua fondazione sia datata al trecento, esistono alcune ipotesi che identificano un'origine ancor più antica del comune. Alcuni ritengono che Atella fosse stata fondata nel III secolo a.C.[senza fonte], da profughi provenienti dall'omonima città campana, o che fosse sorta sulle rovine di un'altra città (Celenna), menzionata dal poeta latino Virgilio nell’Eneide. Alcuni reperti, come una necropoli del IV secolo a.C. e un sarcofago d'epoca imperiale romana (oggi conservato nel Museo archeologico nazionale di Napoli), sembrano comprovare un'origine più antica di quella riconosciuta attualmente. Nei pressi della "Torre degli Embrici", scavi archeologici hanno riportato alla luce nel 2004 un insediamento agricolo-termale, risalente agli ultimi secoli prima di Cristo e occupato fino al tardo Medioevo. Una bolla di papa Eugenio III datata 1152 diede vita a "Santa Maria di Rivonigro", casale del feudo di Atella, a sua volta appartenente al vescovo di Rapolla. Tuttavia l'abitato è il risultato di un impianto di fondazione dalla forma scacchiera risalente tra il 1320 ed il 1330, a seguito di una riorganizzazione economico-sociale voluta dagli angioini. Giovanni d'Angiò, figlio di re Carlo II, nonché conte di Gravina e signore di San Fele, Vitalba ed Armaterra, promise l'esenzione dalle imposte per 10 anni a coloro che si sarebbero trasferiti nella città che stava sorgendo per suo volere. Questa proposta si rivelò vantaggiosa per tutti quei cittadini che erano stati impoveriti dalle continue guerre e oppressi dai pesanti tributi dei feudatari del Vulture e dintorni. Fu così che Atella venne popolata da gente proveniente perlopiù dalle zone di Rionero, Monticchio, Lagopesole, Agromonte, Balvano, Caldane, Sant'Andrea ed altri luoghi della zona. Sotto il governo angioino, Atella divenne un centro economico e militare molto importante, tanto da essere, a quel tempo, una delle città più ricche della Basilicata e, proprio per il suo crescente sviluppo, subì un notevole incremento demografico. La città venne dotata di mura e di un castello, il suo accesso era assicurato da due porte di cui al giorno oggi è rimasta solamente una, quella di San Michele. I prodotti atellani come cereali, formaggi e salumi venivano esportati nelle città più importanti del meridione e diversi atellani strinsero rapporti con alcune corti principesche italiane. Quest'epoca di pace e prosperità duro circa un secolo e per Atella si prospettò un progressivo declino, causa i ripetuti saccheggi, i continui passaggi da un feudatario all'altro e violente scosse sismiche. Nel 1423, la città divenne feudo di Giovanni Caracciolo mentre nel 1496 fu saccheggiata dall'esercito francese di Gilberto di Montpensier e conquistata nel 1502 dal generale aragonese Gonzalo Fernández de Córdoba dopo un assedio di circa 30 giorni. In seguito numerosi nobili ebbero in dote Atella, come Filippo Chalon nel 1530, Antonio de Leyva nel 1532 e altre famiglie come i Capua, i Gesualdo e i Filomarino. Il comune venne seriamente danneggiato dal terremoto del 1694 che rovinò gran parte del patrimonio urbano, soprattutto il castello, di cui rimane, al giorno d'oggi, solamente la Torre Angioina. Il sisma costrinse anche molti abitanti della cittadina a trasferirsi a Melfi che, seppure anch'essa danneggiata, presentava migliori condizioni di vivibilità. Nel 1851 ci fu un altro sisma che quasi distrusse il paese. Nel periodo dell'unità d'Italia, Atella partecipò attivamente al brigantaggio post-unitario che interessò gran parte della Basilicata. Circa un centinaio furono gli atellani coinvolti nelle rivolte brigantesche successive al 1861. Il maggior rappresentante del brigantaggio atellano fu Giuseppe Caruso, luogotenente di Carmine Crocco, che poi tradì il suo capo dopo essersi costituito alla Guardia Nazionale Italiana.”
“Lucania….Episcopia Semplicemente Casa. @nati_liberi_di_scegliere #episcopia #natura #lucania #lucanita #caprioli #cervi voce Serena Lotito”
“Come comune è abbastanza organizzato”
“Ci siamo recati 8n comune per pagamento sosta,personale gentilissimo e disponibile,complimenti.”
“Ho partecipato via e-mail, mi hanno aiutato con la mia richiesta, sono stati molto amichevoli, Devo solo ringraziare i dipendenti di questa comune.”
“All'ufficio anagrafe trovato un impiegato cortese, gentilissimo e molto disponibile”
“San Fele (pronuncia: /san 'fɛle/[3]) è un comune italiano di 2 882 abitanti[1] della provincia di Potenza, in Basilicata. Storicamente proviene dal feudo corrispondente alla Valle di Vitalba, insieme a Rionero in Vulture, Monticchio (Rionero in Vulture), Sant'Andrea, Montemarcone (Avigliano), Montesirico, Rapone. Il suo nome in origine fu Santo Felice; le forme Santo Fele e San Fele (quella ufficiale) derivano anch'esse dal latino Felix, Felicis, ma nella forma del nominativo (Felix[4]). San Fele è un comune prettamente rurale. È noto per esserci nato san Giustino de Jacobis e per la presenza nel suo territorio di uno dei più antichi e misteriosi santuari della Basilicata: quello di Santa Maria di Pierno.”
“Ottima cittadina e zero criminalità”
“Serietà e competenza al top..peronale cortese”
“Molto gentile e preparato, spesso perfino su argomenti amministrativi non attinenti al 100% con la banca. A mio parere ottima scelta averlo assunto”
“Attento alle esigenze del cliente”
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