Panoramica del catalogo
- 19 Aziende totali
- 4.4 Valutazione media
- 89% Con recensioni
- 79% Con foto
- 1 Molto valutati
- 3 Aperti nel weekend
Trovati 19 risultati
Sfoglia comunità a Urbania (PU). Usa questa directory per confrontare valutazioni, recensioni, foto, orari di apertura, indirizzi e contatti. 19 risultati a Urbania (PU). Valutazione media 4.4/5 basata su 198 recensioni e valutazioni.
Quante attività rientrano in ogni fascia di voto (solo valutate).
Il Centro Revisioni A.C.M è una struttura moderna e funzionale situata nella località di Urbania. L'attività è specializzata nel controllo tecnico periodico di autoveicoli e motoveicoli secondo le normative vigenti. Il processo di revisione è gestito con estrema rapidità per minimizzare i tempi di attesa dei clienti. Viene offerto un servizio di prenotazione efficiente che garantisce la massima puntualità negli appuntamenti. All'interno è disponibile una confortevole sala d'attesa dotata di distributori di acqua e caffè per il relax degli utenti.
“Bella, il duomo ha un bellissimo pavimento in graniglia. Da fare passeggiata attorno alla città con tutte le viette strette”
“Accogliente cittadina delle Marche”
“Il presidente Ventu futuro cacciatore topplayer”
“Casa di Preghiera. I religiosi e le religiose possono soggiornare per motivi di studio.”
“Clima da grande famiglia oltre ad avere personale qualificato istruttori di pesistica olimpica 2* livello e di sthenatlon”
“Situato nelle cantine di Palazzo Ducale (Molto belle). Museo interessante che presenta gli strumenti della vita contadina del nostro entroterra.”
“Ottima sona. Tranquilla con panorama perfetto”
“Chiesa degli artisti. Buoni stucchi e affreschi del XVI-XVII secolo”
“Varcando l’ingresso, ostruito in parte da una pianta che ha fondato le sue radici sul pianerottolo, si nota subito l’ampiezza dell’aula voltata, illuminata da tre alte finestre attraverso le quali la luce si diffonde uniformemente sulle pareti bianche. In terra il piancito in cotto, uno dei pochi che poteva dirsi conservato, purtroppo è stato in parte smontato, non sappiamo perché e soprattutto da chi. Usando le parole appropriate diremo che è stato rubato. Stessa sorte attendevano gli altari laterali in stucco che negli anni ’90 rischiarono di essere venduti[4]. Se, inoltre, immaginassimo il recupero della struttura, ci si porrebbe il problema della sacrestia il cui accesso è oggi impedito da un muro di tamponamento grazie al quale l’ambiente è stato inglobato nella ex canonica, ed è quindi oggi di privato dominio. Sull’altare maggiore è ancora in sito ciò che resta del grandioso ornato ligneo cinquecentesco, qui trasportato nel XIX secolo, ma proveniente da S. Angelo in Vado dove incorniciava la pala donata da Federico Zuccari alla Comunità vadese. L’ornato fu adattato all’affresco assai ridotto della Crocifissione attraverso un decoro dipinto in tela dal pittore Paolo Lanaro e montato su una cornice dorata. L’umidità dovuta ad un deposito di terra addossato irresponsabilmente sul muro esterno, ha danneggiato anche l’affresco di Giustino Episcopi dipinto nell’anno giubilare del 1575. L’altare maggiore giace a pezzi con il tabernacolo, lasciando emergere sotto la Crocifissione, uno sperone di pietra arenaria scoperto, suggestivo nel suo rovinoso aspetto. L’origine della chiesa risalirebbe alla seconda metà del Cinquecento, quando un certo Mastro Paolo[5] edificò una “celletta” dove, secondo una tradizione, dipinse egli stesso un’immagine del Crocifisso. L’ opera odierna è invece ascrivibile al pittore Giustino Episcopi, come confermato da altra fonte e dalle evidenze stilistiche[6].”
“Risorta nel 1949 come tempio votivo per le vittime della seconda guerra mondiale, sorge sullo stesso luogo occupato già all'incirca nel 1350 dall'oratorio dell'omonima Confraternita. La chiesa era stata completamente ricostruita tra il 1851 ed il 1853, ma venne abbattuta dal tragico bombardamento aereo subito da Urbania il 23 gennaio 1944: per questo l'allora Vescovo Mons. Giovanni Capobianco decise di ricostruirla e destinarla a tempio votivo. Nel 1969 la chiesa venne nuovamente rielaborata nelle sue linee architettoniche dall'architetto romano Giancarlo Delmastro e dall'artista urbaniese Augusto Ranocchi.”