CasaVacanza ETNA FAMILY
“Uno chalet in montagna da sogno Abbiamo soggiornato dal 23 al 26 agosto nella casa vacanze "Etna Family" di Belpasso. Eravamo in 8, di cui 2 bambini, partendo da Trapani per una piccola vacanza tra divertimento e relax: una serata al theme park, il giorno successivo a Etnaland, e qualche giro per Catania e i centri commerciali. Comfort e accoglienza La casa è semplicemente accogliente. Si parte dal comodo parcheggio interno, per arrivare all’ampia anzi, enorme veranda chiusa con vetri e dotata di zanzariere. Ci sono anche altre verande all’aperto e un’altalena per i bambini. Ogni stanza ha una TV (manca solo in bagno), divani e divanetti non mancano mai. Gli arredi e i dettagli sono curati: cappelli e oggetti siciliani antichi alle pareti, luci già predisposte per il Natale nella veranda interna… una vera casa “tuttofare”, pronta per l’estate e l’inverno, grazie anche alle due stufe a pellet, di cui una nella veranda interna, con sacchi di pellet già posizionati. Nonostante il soggiorno fosse tra il 23 e il 26 agosto, non abbiamo avuto bisogno dell’aria condizionata, sebbene presente. La posizione della casa, a circa 1000 metri sul livello del mare, garantisce frescura notturna e anche diurna: un lenzuolo è più che sufficiente per dormire comodi. Aspetto naturalistico Situata nel cuore del Parco dell’Etna, la casa regala una vista spettacolare su Catania e Siracusa. La strada di accesso, con qualche curva e salita, può sembrare impegnativa, ma ne vale assolutamente la pena: aria di montagna pura, silenzio e tranquillità incredibili. Piccoli dettagli Se proprio vogliamo essere pignoli, consiglierei di lubrificare le cerniere delle porte, che di notte possono cigolare un po’. L’unico vero “difetto”? Doversene andare! Conclusione Questa casa vacanze merita di essere inserita nei preferiti del proprio browser: torneremo sicuramente. Un ringraziamento speciale ai proprietari, persone davvero cortesi. Specifico che non ho alcun legame con loro; scrivo questa recensione solo perché l’esperienza lo meritava, e io di solito non ne scrivo quasi mai.”