Panoramica del catalogo
- 683 Aziende totali
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- 79% Con recensioni
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Trovati 683 risultati
Sfoglia luogo di pace a Roma (RM). Usa questa directory per confrontare valutazioni, recensioni, foto, orari di apertura, indirizzi e contatti. 683 risultati a Roma (RM). Valutazione media 3.5/5 basata su 71,453 recensioni e valutazioni. L'elenco sotto include luogo di pace da città come Roma, Lido di Ostia, Genzano di Roma, Fiumicino, Ladispoli e altre.
“Location perfetta per chi volesse trascorrere una giornata immersi nella natura ed in riva ad un lago che al tramonto offre dei tramonto mozzafiato. Ottima anche la cucina del ristorante, con cibo molto buono e genuino (complimenti ai fornitori!). Consigliato anche per l’organizzazione di feste, eventi e matrimoni. Ottimo anche il rapporto qualità prezzo.”
“È la casa di Dio ,non ci sono recensioni da fare .”
“All'entrata una bella statua di Padre Pio ti accoglie a braccia aperte”
“Un ritrovo per i più giovani, campi e piste a disposizione, piccolo ristoro e una piccola collezione di fumetti. Saletta per accogliere festicciole familiari, tanti i volontari soprattutto giovanissimi . Un bel luogo, tranquillo e sereno.”
“Già Cappella dedicata a Nostra Signora del Sacro Cuore quando officiata dai Missionari del Sacro Cuore”
“Posto accogliente e comodo nel centro di Roma, in via torre Argentina vicino alla libreria Feltrinelli. Le suore vivono veramente quello che c’è nel loro nome: benedettine della carità, ossia accolgono gli ospiti con benevola carità. Consigliato.”
“Ottimo parrocchia ove c'è la bellezza della piccola cappella ove co sono sacerdoti e nuovo parroco che ti possono aiutare e ascoltare e ti mettono nel cuore ❤️ la Beata vergine Maria”
“Molto bella e accogliente, si trova nell' area del Centro commerciale Aura.”
“Tranquillo curato e più vicino di prima porta. Da consigliare per prezzi e gestione”
“Una chiesa che Don Fabio da poco insediato sta dando risalto e gioia di vivere lì a vita parrocchiale, a ridosso dell'insugherata è immersa nel verde, ricca spazio verde (con un campo di calcio) per i ragazzi di tutte l'età, l'oratorio è in perfetta simbiosi con le idee del parroco”
“Puntualissimi nella apertura del parco, tenuto molto bene e molto pulito nonostante ci siano anche i cani Ma per fortuna con padroni educati. Dicono che i parchi a Roma siano trascurati, questo è l'esempio contrario bravi bravi Grazie”
“Teatro di quartiere, ma con spettacoli di grande rilevanza e attori conosciuti. Abbiamo visto Il fu Mattia Pascal interpretato molto bene e ci torneremo per alcune altre rappresentazioni. Parcheggio nelle vicinanze, personale cortese.”
“Personale gentilissimo e disponibile, non è necessario l'appuntamento e sono aperti la domenica. Bravissimi nel trattare i capelli ricci”
“CINEMA ITALIANO E 'STRACULT' PERDONO NICOLA DI GIOIA, 73 ANNI, NATO A ANDRIA MA TRAPIANTATO DA SUBITO A ROMA, STUNTMAN, ATTORE, ORGANIZZATORE, STORICO ACCHIAPPA-MOSTRI PER FELLINI, PRESENZA FONDAMENTALE E INFATICABILE IN UN NUMERO IMPRECISATO DI FILM DI OGNI TIPO Il cinema italiano e il cinema stracult perdono anche Nicola Di Gioia, 73 anni, nato a Andria ma trapiantato da subito a Roma, stuntman, attore, organizzatore, storico acchiappa-mostri per Fellini, presenza fondamentale e infaticabile in un numero imprecisato di film di ogni tipo. Peplum come Ponzio Pilato o Romolo e Remo, comici come 002 agenti segretissimi, western come Un poker di pistole o Tre pistole contro Cesare, Merola movies come La tua vita per mia figlio, Bud-movie come Banana Joe, gialli, storici. Non se li ricordava nemmeno tutti. Ogni tanto spuntava un titolo nuovo, come Accattone. Per Dino Risi, Nicola era tout court il cinema. Per Carlo Verdone, che lo avuto come attore a più riprese, Nicola aveva “la voce più scojonata del cinema italiano”. Proprio la sua voce così roca, così particolare, così “scojonata” gli aveva dato una sorta di nuova vitalità nella commedia recente, da Verdone a Giovanni Veronesi a Paolino Ruffini, che lo ha voluto come Darth Vader in Tutto molto bello. Per me era non solo un fratello d’avventure, ma la chiave per andare alla ricerca di caratteristi e attori che avevano fatto, come lui, il cinema. Lo avevo incontrato per la prima volta in tv su Orgoglio Coatto dove aveva il ruolo del reclutatore di coatti per me e Carlo Verdone. Aveva riempito il Teatro delle Vittorie di presenza davvero temibili. Da lì era diventato un elemento fondamentale di Stracult. E se penso a Stracult penso proprio a me e a Nick che andiamo in giro per l’Italia alla ricerca di grandi caratteristi degli anni ’60 e ’70 come Ennio Antonelli, il Manzotin di Febbre di cavallo, di Nino Terzo, il Tartaglione d’Italia, di Osiride Pevarello, che si presentò a 90 anni passati in moto con in mano un cocomero, di attori misteriosi come Ken Klark. O alla ricerca di stuntman come Mario Novelli o Gilberto Galimberti, scomparsi anche loro da poco. O di vecchi attori mal ridotti, come Max Turilli, che ci aprì la porta di una una specie di inferno dove abitava. Nick non si fermava di fronte a niente e poteva ritrovarti chiunque. Conosceva il cinema italiano, i suoi set, le sue geografie assurde come pochissimi altri al mondo. Non c’era strada romana che non conoscesse e dove non avesse girato. Se appariva su un set lo conoscevano tutti. Quando andammo alla ricerca di vecchi attori e stuntman di spaghetti western arrivarono personaggi mitologici mai visti prima da nessuno, come Angelo Susani detto “Ciuffo”, un pelatone triestino controfigura di Livio Lorenzon che era passato da ruoli di mongolo nel peplum a quelli di messicano. O registi dimenticati come Franco Lattanzi, che mentre girava un film per un produttore, ne girava contemporaneamente un altro con gli stessi set per se stesso. Nicola mi aveva aperto le porte di un cinema incredibile ben lontano da quello ufficiale, anche se aveva a lungo bazzicato anche quello. Per Mario Monicelli era un ricercatore di vecchietti, anche se molti non reggevano il secondo richiamo sul set. Anche per Dino Risi aveva costruito il cast minore di Dago Se lo conoscevi, come accadde a me e a Verdone, era impossibile farne a meno. Lo conosceva meglio di tutti Federico Fellini, che gli aveva dato una mano per i cast più assurdi, reclutando i nani per Ginger e Fred.”
“Purtroppo danneggiata dal terremoto ed in attesa di ristrutturazione…comunque all’interno si trovano opere di pregio e addirittura un affresco attribuito al maestro dell’Icona Passatora di Amatrice quindi datata intorno 1490, bellissimo inoltre il cassone in legno lavorato”
“Una classica chiesetta di campagna tra le colline abruzzesi. Sono rimasto sorpreso dal numero di figure e dipinti della Madonna. Allego foto. C'era anche la Signora di Częstochowa.”
“Vicino alla Torre del primo miracolo c'è questa grotta naturale di tufo. Nel 1958, a ricordo del centenario delle apparizioni della Madonna a Lourdes, fu sistemata come luogo di devozione. Vi si recano, anche di notte, molti fedeli per una visita alla Madre del Signore e per recitare preghiere.”
La Casa di Riposo Villa Bea sorge a Sacrofano, offrendo un'oasi di pace e serenità per gli anziani nella zona di Roma Nord. La struttura è progettata per garantire un soggiorno confortevole in un ambiente familiare e accogliente. I servizi principali includono l'assistenza quotidiana focalizzata sul miglioramento della qualità della vita degli ospiti. Vengono attuati progetti educativi individualizzati per stimolare le capacità cognitive e sociali di ogni residente. La residenza assicura il soddisfacimento dei bisogni primari e assistenziali con la massima dedizione.
“Splendida location, immortalata da Edvard Munch durante la sua visita al cimitero dello zio.”
“Una graziosa chiesetta cascinale del '700, fortunatamente ancora in funzione perché oggi la fattoria è adibita ad albergo e location per matrimoni. Da vedere se siete nelle vicinanze.”
“Le suore sono disponibili, ma il centro ospita solo le suore, sempre gentili”
“Questo piccolo edificio neobarocco fu costruito agli inizi del XX secolo, quando la località era ancora rurale. Divenne superfluo quando fu costruita la vicina chiesa di "Nostra Signora de Guadalupe", ma sopravvisse ad un periodo di quasi abbandono. L'adiacente Collegio Brasiliano pare abbia disposto un recente restauro.”