Panoramica del catalogo
- 20 Aziende totali
- 4.3 Valutazione media
- 75% Con recensioni
- 80% Con foto
- 2 Molto valutati
- 2 Aperti nel weekend
Trovati 20 risultati
Sfoglia tomba a Viterbo (VT). Usa questa directory per confrontare valutazioni, recensioni, foto, orari di apertura, indirizzi e contatti. 20 risultati a Viterbo (VT). Valutazione media 4.3/5 basata su 313 recensioni e valutazioni.
Quante attività rientrano in ogni fascia di voto (solo valutate).
“Grazie alle giornate di apertura speciale organizzate dal FAI abbiamo potuto ammirare questa splendida tomba che sorprende per le dimensioni e per i colori ancora rimasti molto vividi.”
“Bella ma difficile da trovare, nei pressi del guado centrale alla convergenza dei due fiumi si prosegue verso l'alto. I sentieri nei dintorni sono labirinti.”
“TOMBA DELLA PULCELLA Tomba ipogea a camera singola, soffitto a doppio spiovente con trave centrale (columen); accessibile attraverso un lungo corridoio (dromos). Al centro della parete di fondo vi è un loculo sepolcrale a edicola. Il soffitto e la trave centrale sono dipinti con fasce in rosso ad imitazione di travi lignei. Il loculo della parete di fondo è decorato con colonne tuscaniche e maschera di gorgone sulla testata della trave di colmo, sul fondo si scorgono due geni alati che stendono un velo sul corpo del defunto. Sulla parete di fondo, ai lati dell'edicola, vi sono due musici. Sulle pareti laterali scene di banchetto con coppie di commensali, uomo e donna, adagiati su letti conviviali (klinai). Notevole il livello della qualità pittorica e la ricchezza delle vesti dei banchettanti. Nel 1963 la tomba fu devastata da ignoti vandali che danneggiarono la parete sinistra distruggendo il volto di una piccola ancella detta la "Pulcella", da cui la tomba prende il nome, e asportando le figure di una commensale e di un piccolo servitore; la testa di quest'ultimo, ricomparsa in un museo tedesco, è stata spontaneamente restituita ed è ora esposta nel Museo Archeologico di Tarquinia. Anno di rinvenimento. 1865 Datazione: ca. 420-400 a.C.”
“La decorazione pittorica della tomba, distaccata, è conservata presso il Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia. Il tetto era decorato con columen delimitato da fasce rosse e ornato con motivi policromi a rosoni, intervallati da tralci di edera. Su tutte le pareti correva un fregio con scene di banchetto: figure maschili e femminili tra alberelli, forse attendenti o schiavi, convitati distesi su klinai (parete sinistra); tre klinai con due convitati ed inservienti, lacunosi (parete di fondo); convitati su klinai, lacunosi (parete di destra). Sul frontone della parete di fondo si trova una scena di caccia al cinghiale, con cacciatori armati di lancia e seguiti da cani”
“Si trova all’interno della Riserva Naturale Regionale della Selva del Lamone, seguendo il sentiero degli etruschi, nei pressi dell’insediamento di Rofalco. Dopo aver percorso una tagliata caratterizzata da evidenti tracce di tombe etrusche, sulla destra si incrocia un sentiero che conduce alla tomba in stile vulcente del Gottimo. Poco dopo si incontrano ambienti ipogei, attualmente adibiti a stalla, ma forse anch’essi ricavati da antiche tombe, proseguendo si giunge alla tomba del Gottimo, databile intorno al V-IV secolo a.C.. Appartenuta probabilmente ad una importante famiglia gentilizia, presenta una complessa architettura, che richiama quella della casa etrusca. Un dromos (corridoio a cielo aperto), a forma trapezoidale, lungo circa dodici metri e largo due, conduce a una porta di accesso con pilastri ed architrave. Sono presenti tracce degli incavi ove poggiavano i grossi massi tufacei ben squadrati, distribuiti ai lati del dromos che costituivano i pilastri e l’architrave dell’ingresso; ai lati del dromos erano alloggiate delle statue apotropaiche (destinate a scongiurare influssi maligni) in nenfro, sfingi o leoni, di cui resta solo un frammento di zampa esposto al Museo Civico di Farnese. Il primo ambiente, di dimensioni 5,40 x 3,60 metri, ha la forma di un trapezio isoscele con la base maggiore in basso, e presenta un soffitto lavorato con travature scavate nel tufo che richiamano quelle tipiche delle case etrusche. Sui lati, ricavati nella roccia, si trovano dei banconi che avevano la funzione di letti funebri per la deposizione dei morti. Sulla parete di fondo si aprono le porte dalle quali si accede a due celle speculari delle dimensioni di 3,00 x 2,00 metri, con banconi e soffitto semivoltato.”
“Straordinario, se non fosse il degrado e la letterale immersione a 2/3 in acqua piovana”
“La Storia merita sempre il massimo.”
“Ringraziamo la signora Enza per l'accoglienza e la gentilezza che ci sono state riservate durante il nostro soggiorno da lei ad ottobre. Pulizia e ordine con cura dei dettagli caratterizzano questa struttura. La colazione che abbiamo trovato ci ha lasciato entusiaste, le marmellate preparate dalla signora Enza e le torte preparate dalla figlia sono semplicemente spettacolari. Tutto abbondante e con tantissima scelta. Altra nota positiva, la cortesia e disponibilità della signora Enza che, al mattino presto, ci ha accompagnate alla fermata dell'autobus. Consigliatissimo, se si vuole stare bene e rilassarsi. Bravissime ❤️❤️”
“Necropoli e natura bellissimi. Lo consiglio a tutti quelli che,vogliono unire al trekking visita turistica per la necropoli etrusca. Trekking facile senza impegno fisico”
“La signora che gestisce l’attività è molto simpatica e disponibile. Prezzi assolutamente sul mercato. Veloci e precisi!”