Panoramica del catalogo
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Trovati 32 risultati
Sfoglia esplorazione archeologica a Sassari (SS). Usa questa directory per confrontare valutazioni, recensioni, foto, orari di apertura, indirizzi e contatti. 32 risultati a Sassari (SS). Valutazione media 1.6/5 basata su 309 recensioni e valutazioni.
“Particolari strutture in mezzo alla Sardegna. Meritano di essere visitate. Sono piccole ma danno un senso ad un percorso tra gli antici luoghi della Sardegna, insieme agli altri Dolmen tutti abbastanza vicino”
“Da non perdere. Il sito di Mandra Antine dista meno di una decina di Km da Thiesi ed è facilmente raggiungibile con l’aiuto della maggior parte delle App di navigazione. E’ dotato di un comodo parcheggio ma non è raccomandabile per soggetti con limitazioni motorie. Visitabile, su appuntamento e con piccolo ticket, si avvale del supporto, indispensabile, di Piera, una colta e simpatica archeologa. La necropoli ipogeica, immersa in un piacevole scenario naturalistico, consta di quattro tombe, scavate in un costone trachitico. La tomba III, o Tomba Dipinta, viene descritta come “l’esempio più raffinato ed interessante dell’architettura ipogeica domestica sia per la rara policromia degli elementi pittorici che ancora oggi si possono ammirare, nonostante i guasti del tempo, sia per la problematica simbologia che ad essi si riferisce (Tanda 1984)”. Protomi taurine, archi, spirali, dischi, clessidre, coppelle, persino primitivi affreschi, ci raccontano di una stupefacente, poetica abilità di questi preistorici artisti nell’uso dei simboli religiosi di una raffinata cultura, quella di Ozieri, più antica di oltre un migliaio di anni della piramide di Cheope. Ci si potrebbe giovare di uno specchio infrangibile al fine di osservare più comodamente, la volta dipinta dell’ipogeo.”
“c'è da camminare un po' ma é bellissimo!! mi raccomando NON seguite le indicazione da google che vi manda da tutt'altra parte! si passa attreverso l'info point”
“Le prime foto di questo bellissimo nuraghe le postiamo noi, difficile da raggiungere per via di cani acqua e spine , però ne vale la pena visitarlo domina tutta la vallata circostante”
“Il sepolcro riposa sulla piana di Paule S’Iscudu al confine tra Torralba e Bonorva. A 30 mt di distanza dimora il dolmen omonimo e a circa 200 mt il nuraghe Frusciosu con il quale non si esclude ci possa essere una correlazione. Il primo a segnarne la presenza fu l’archeologo Antonio Taramelli nel 1940 che ne constatò un parziale stato di conservazione dovuto alla demolizione di gran parte dell’esedra e del corpo tombale a seguito della costruzione di un lungo muretto a secco perimetrale che ha finito per inglobarla e agli scavi clandestini dei tombaroli che nella ricerca hanno spostato e rovesciato parte degli ortostati. Del corpo tombale lungo 13 mt, costituito da blocchi di basalto, rimangono solo pochi blocchi e il corridoio funerario è quasi riempito dal materiale di crollo e dalla terra. La sepoltura è rivolta a est ed il suo portello di ingresso largo 0,55 mt e alto 0,50 è stato ricavato alla base di una grande stele trapezoidale alta 3,60 mt, spessa dai 0,35 cm ai 0,45 e larga 2,10 di un colore bianco luminoso. La grande lastra di calcare miocenico, proveniente probabilmente dalla vicina formazione di Punta Cuguttada, presenta una profonda spaccatura all’altezza sinistra del portello, che ne pregiudica la stabilità. La facciata è stata accuratamente lavorata in modo da riprodurre uno spartito centinato costituito da una lunetta superiore larga 1,30 mt e alta 1,23 e uno riquadro inferiore largo 1,55 mt e alto 1,65, separati da un listello orizzontale e il tutto decorato da una cornice in rilievo. La zona antistante la tomba, l’esedra, presenta un arco di 5,60 mt, una corda di 5,40 mt e una freccia di 0,45 mt. Di essa, permangono solo parte della facciata frontale dell’ala sinistra con sei lastre ortostatiche residue ad oggi inclinate in avanti e dell’ala destra, 3 ortostati sono inglobati nel muretto a secco mentre altri 2 riversano a terra insieme alla seconda lastra dell’allineamento originario che giace davanti alla stele. Da Torralba prendere la SP83 e proseguire per circa 5km. Girare sulla sinistra in una stradina semi-sterrata percorrendola per circa 1 km e mezzo sinchè sulla destra, in prossimità di uno spiazzo, un piccolo cartello indicherà il sentiero. Si consiglia di proseguire a piedi per circa 300 mt e godersi la natura circostante.”
“tenuto malissimo, assurdo lasciare completamente sola una zona preistorica di immenso valore.”
“Ormai diventato un rudere abitato dal pastore del posto un vero peccato per questo trilobato che avrà avuto una storia migliore millenni di anni fa, l’abbiamo comunque visitato e ispezionato dove era possibile, rimane comunque un bel nuraghe da visitare”
“Una lieta sorpresa. Imponente struttura interna al monastero di San Pietro di Sorres.”
“bel nuraghe.. si trova all'interno di un giardino privato”