Panoramica del catalogo
- 22 Aziende totali
- 4.4 Valutazione media
- 91% Con recensioni
- 82% Con foto
- 2 Molto valutati
- 9 Aperti nel weekend
Trovati 22 risultati
Sfoglia comunità a Gubbio (PG). Usa questa directory per confrontare valutazioni, recensioni, foto, orari di apertura, indirizzi e contatti. 22 risultati a Gubbio (PG). Valutazione media 4.4/5 basata su 1,698 recensioni e valutazioni.
Quante attività rientrano in ogni fascia di voto (solo valutate).
“Luogo rilassante dove vi è sepolta la bimba Sara Mariucci”
“Ringrazio con tutto il mio cuore l'intero staff dell'Ospedale e il Dottor Pepi, per avermi assistita con competenza e cura. Ce ne fosse di personale sanitario così in tutta Italia!”
“Pub nel cuore di Gubbio che ci ha salvato da una serata di pioggia. Da assiduo frequentatore di hamburgerie e similari, devo dire che ho mangiato uno dei panini più buoni in assoluto. Ha una vasta scelta di panini con possibilità di scegliere anche il peso della carne! Accompagnato da patatine fritte stupende. Possibilità di scelta anche per vegetariani e vegani. Ovviamente in un pub non mancano vasti assortimenti di birre e bevande alcoliche. Staff simpatico e disponibile. Merita la visita!”
“Professionalità cortesia sono le qualità che incontro ogni giorno che vado a fare la spesa”
La Pizzeria di Malva Mauro è un locale a conduzione familiare che offre una vasta scelta di pizze in un'atmosfera semplice e accogliente. È una classica pizzeria di paese, un punto di riferimento per la comunità di Mocaiana per una cena informale o per una pizza da asporto. Il servizio è cordiale e l'ambiente è genuino. Il menu è dedicato principalmente alla pizza, con un'ampia varietà di gusti, dalle più tradizionali alle creazioni speciali della casa.
La Pizzeria Dal Massy è un locale a conduzione familiare che offre una vasta scelta di pizze in un'atmosfera semplice e accogliente. È una classica pizzeria di quartiere, un punto di riferimento per la comunità di Gubbio per una cena informale o per una pizza da asporto. Il servizio è cordiale e l'ambiente è genuino. Il menu è dedicato principalmente alla pizza, con un'ampia varietà di gusti, dalle più tradizionali alle creazioni speciali della casa.
“La chiesa della Madonna del Ponte in Gubbio risale al periodo rinascimentale; è ubicata all'incrocio tra le due strade molto frequentate: la Pian d'Assino, che porta verso l'alta Umbria e la Contessa che collega con le Marche. Di questo bell'edificio sappiamo solo che fu ultimato al tempo, o poco dopo, della Bolla del Pontefice Sisto V, data dal Vaticano nell'anno 1585. La costruzione del tempio fu resa possibile dalle generose offerte raccolte dalla Confraternita della Beata Vergine, detta del Ponte di San Donato. Molti furono i benefici concessi a questa chiesa; quello maggiormente ricordato è l'indulgenza delle stazioni delle chiese di Roma concessa dal papa Gregorio XIII in data 4 giugno 1573. L'edificio fu innalzato, con licenza del Vescovo, nel 1570, in modo da inserirvi parte del preesistente tempietto o maestà da cui fu prelevata e trasferita a massello l'immagine della Vergine posta sull'altare maggiore, da molto tempo indietro ivi tenuta in somma venerazione”
“Immerso nella natura dove fauna e flora la fanno da padrone.”
“Piccola chiesina in mezzo al bosco bellissima tutto ok”
“Piccola chiesa in pietra dedicata all' apostolo ed evangelista San Giovanni.”
“Bella chiesa medioevale, all'interno del complesso del castello”
“A pochi chilometri da Gubbio, sulla cima di dolce una collina, che domina due bellissime vallate, c’è l’Abbazia di Vallingegno, inserita in una natura incontaminata che sembra voler riportare indietro nel tempo. “Non è noto il periodo di fondazione dell’abbazia, ma è già citata nella “Legenda Sancti Verecundi” (sec. VII). In questa, si racconta del martirio di un giovane cavaliere convertito alla religione cristiana, che partito dalla Francia, attraverso la Liguria, l’Erminia e la Flaminia, entra in Umbria per Liceoli e Gubbio. E ancora, per luoghi montuosi e vallivi, tra castelli e fortificazioni, arriva a Roma a venerare la tomba degli apostoli. E’ proprio nei pressi di Vallingegno che gli storici collocano il sacrifìcio di S. Verecondo, avvenuto, per mano di gente pagana, probabilmente verso la metà del sec. VII. Nel 1131 e nel 1154 – in un atto di transazione con l’abate di San Pietro in Vigneto – si nomina una «ecclesia Sancti Verecundi»; in altri documenti del 1143, 1170 e 1182, si parla invece di una «cappella di S. Verecondo». Il primo atto nel quale compare il monastero risale al 1191 e lo troviamo ancora citato in una carta del 1211. Il termine “monasterium” viene usato probabilmente al posto di “ecclesiam”, dal periodo di costruzione dell’abbazia benedettina, detta anche “de Spirtis” o “de Spicis”. L’abbazia, officiata dai monaci benedettini per circa quattro secoli, rimane un centro fiorente fino al tempo della soppressione avvenuta intorno al 1442. (1) La comunità benedettina di Vallingegno divenne talmente potente, che nel sec. XIII possedeva un ospizio presso Gubbio. “Nel 1355 il castello di Vallingegno – a poca distanza dal monastero- muovono contro la stessa Gubbio per ottenerne lo stato d’indipendenza…” (1) Il Comune eugubino non concesse nulla, assediò Vallingegno e alla fine, stremati da mesi di fame, i religiosi furono costretti alla resa. Da quel momento la potenza di Vallingegno cominciò a declinare. “Nel 1579 i religiosi furono licenziati dal convento: il primo ottobre la badia è ridotta in commenda e sottomessa ad una vicaria perpetua, con l’assegnazione di una quota di terreno come rendita. La chiusura del convento, tuttavia, non influisce sul nuovo periodo di prosperità che la comunità ritrova nel XVIII secolo. Dal catasto extraurbano del Ghelli e dai relativi brogliardi risultano infatti numerosi ed estesi possedimenti a nome dell’abbazia di Vallingegno” (1)”
“Ma restiamo a Salia e alla sua interessantissima chiesa. Il campanile è punto di riferimento (foto 10/11/12) anche geografico di questo vastissimo territorio, essendo individuabile nella sua austera bellezza da qualsiasi direzione si raggiunga l’antichissimo tempio che esso sovrasta. Delle tre campane che vi alloggiano, infatti, una reca una scritta dal cui aspetto epigrafico è possibile collocarla tra il X e XI secolo. Almeno secondo Pio Cenci, che sottolinea anche la singolarità del testo inciso in un’altra campana: IUBILA PONGO (“Canto, diffondo la gioia”), NUBILA FRANGO (“Rompo, sciolgo le nubi, la tempesta”), FUNERA PLANGO (“Piango le disgrazie”)”
“Realizzazione complesso parrocchiale “Madre del Salvatore” in località Madonna del Ponte nel Comune di Gubbio su incarico e per conto della Parrocchia di Madonna del Ponte. Il complesso è costituito dalla chiesa con il campanile, il chiostro sagrato, le aule per il ministero pastorale, la casa parrocchiale ed il salone parrocchiale. La chiesa, a forma di ventaglio, ha struttura in c.a., è rivestita esternamente da una parete con lastre in pietra bianca, montate a pannelli verticali di altezza variabile; l’aula liturgica ed il campanile sono uniti da una vetrata continua; la copertura della chiesa è sorretta da travi in legno lamellare con intercalati pannelli bianchi in materiale fonoassorbente, le pareti sono in parte rivestite in pannelli lignei ed il pavimento è in pietra chiara con inserti verdi. Il luogo ministero pastorale è a forma di L, delimita i lati sud ed ovest del chiostro, e si eleva su due piani ospitando le aule per la catechesi. Il salone parrocchiale è posto in posizione simmetrica rispetto al luogo per il ministero pastorale, di cui riprende le misure, con vari ingressi dal chiostro. La casa canonica è posta al piano primo, sopra al salone parrocchiale, ha ingresso al piano terra dal chiostro, adiacente al lato est del salone, tramite scala che conduce anche ai magazzini al piano interrato ed un elevatore per l’abbattimento delle barriere architettoniche; un disimpegno consente di accedere all’appartamento del parroco ed a quello di eventuali ospiti. Il chiostro raccorda i vari edifici e delimita il sagrato.”
“Bellissima cascina, luogo molto suggestivo ideale per gruppi e ritiri”
“Buonasera, vi consigliamo questo ristorante perché le persone che ci lavorano sono molto gentili e professionali. I piatti che abbiamo scelto erano ottimi. Tortelli gorgonzola, panna, tartufo, noci e pere erano strepitosi; piatto estremamente equilibrato, provatelo. Agnello eccezionale nella cottura e nel sapore. Maglialino cotto alla perfezione, morbidissimo e gustosissimo. Atmosfera familiare e accogliente. Ci siamo trovati benissimo.”