Panoramica del catalogo
- 74 Aziende totali
- 4.4 Valutazione media
- 78% Con recensioni
- 86% Con foto
- 12 Molto valutati
- 28 Aperti nel weekend
Trovati 74 risultati
Sfoglia flora e fauna a Emilia-Romagna. Usa questa directory per confrontare valutazioni, recensioni, foto, orari di apertura, indirizzi e contatti. 74 risultati a Emilia-Romagna. Valutazione media 4.4/5 basata su 7,400 recensioni e valutazioni.
Quante attività rientrano in ogni fascia di voto (solo valutate).
I servizi più spesso offerti dalle attività trovate.
I servizi più comuni tra le attività trovate, con i migliori per valutazione.
Attività ordinate per affidabilità del voto — voto e numero di recensioni.
| Attività | Voto | Recensioni | Categoria | Ideale per |
|---|---|---|---|---|
| Oasi LIPU Celestina | 4.7 | 50 | Parco | Birdwatching |
| Parco Regionale dell'Alto Appennino Modenese "Frignano" | 4.6 | 106 | Parco | Manutenzione sentieri CAI |
| Sentiero 904 da Bologna a Eremo di Ronzano | 4.9 | 19 | Parco | Attività all'aria aperta |
| Centro Visita del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi | 4.6 | 11 | Ufficio informazioni turistiche | Attività didattiche |
“Struttura eccellente e offerta libera... Da visitare assolutamente se ci si trova in zona”
“Riserva naturale gestita dalla LIPU. Un gioiello in mezzo alla natura. Merita una visita. Complimenti alla LIPU per lo straordinario lavoro che fa per la tutela della fauna e per la difesa dell'ambiente e la salvaguardia della biodiversità.”
“Qualità gentilezza ottimo servizio”
“Una piccola oasi naturalistica in citta' gestita da persone speciali , possibilita' di pesca sportiva e contatto con animali da cortile”
“Ottimo locale adiacente ai laghetti per la pesca, selezione di piatti non enorme ma di ottima qualità. Sono già venuto diverse volte prima scrivere questa recensione perché ho voluto provare diversi piatti, dalle crescentine fritte alla cotoletta alla bolognese, e sono tutti ottimi. Non ho ancora provato il pesce che sarà sicuramente allo stesso livello.”
“Luogo bellissimo e incontaminato vicino a casa”
“grande posto, molto bella, accogliente e organizzata”
“È un posto dove il fresco/freddo dell'acqua - pensando al caldo inverosimile dell'acqua di qualsiasi tratto di costa italiana (perché il cambiamento climatico è un fatto tangibile, non solo di dati scientifici) - ti da un piacere altissimo ed assoluto. Stendersi al sole, dentro l'acqua, che, veloce, ti scorre sul corpo produce una sensazione imperdibile. Il panorama di rocce, alberi ed acque verdi intorno è molto suggestivo. Insomma, se siete da queste parti, non potete mancare la cascata Gorgoni!”
“Fontana con acqua gelata, tonificante in estate. Intorno, diversi tavoli e panche. Barbecue.”
“Percorso suggestivo nel bosco, partendo dalla chiesetta della Madonna dell' acero si segue il sentiero del CAI, che porta al susseguirsi delle sette cascate. Si consigliano scarpe da trekking , borracce d' acqua e gambe buone in quanto ci sono parecchie scalinate. Salendo senza fretta e con soste per foto varie abbiamo impiegato fino al laghetto del Cavone circa un' ora e trenta minuti. I panorami compensano la fatica...si può fare.. Finite le cascate, proseguendo si arriva al piccolo laghetto del Cavone dove c'è un bar per corroborarsi. Per tornare si può fare lo stesso sentiero o la strada che riporta al punto di partenza e volendo fermarsi nel ristorante dell' acero ottimi piatti e prezzi ragionevoli. Buona passeggiata a tutti.”
“Suggestivi visti dall'alto e anche dal basso sul fiume. Sono arrivato a piedi al primo dopo esser sceso sul greto del Trebbia alla spiaggia di San Salvatore. Non so se vi siano altri modi per raggiungerli”
“Bellissimo negozio, super fornito, personale cordiale e attento al cliente, amanti degli animai, possibilità di lasciare in custodia i propri animali anche per settimane, prezzi onesti. Grandiosi!!!”
“Bellissimo museo, una vera scoperta. Non sapevamo cosa aspettarci e, molto curiosi, siamo andati durante la notte dei musei. Il museo è ben strutturato, interessante la parte con i vari ambienti del territorio, dal fiume alla montagna, con ricostruzioni, pannelli, veri ambienti con alberi e foglie in cui gli animali sono collocati per comprendere davvero dove e come vivono: l'istrice che esce da una tana, i cinghiali nel bosco, il lupo, tanti e diversi uccelli sui rami, persino i fiori fotografati e indicati sul pavimento. Molti gli animali presenti, sia negli ambienti ricreati, sia in teche a muro. Ben disposto, chiaro e immersivo, un museo moderno, appunto una bella scoperta a Piacenza. Durante il nostro giro era in corso anche una visita guidata per i bimbi, la guida che spiegava loro tanti aneddoti e faceva vedere alcuni animaletti, inutile dire quanto fossero rapiti e incuriositi. Oltre alla parte sugli ambienti del territorio piacentino al museo si trovano vari erbari, raccolte di insetti, conchiglie, fossili di svariati tipi, tutto ciò che ci si può aspettare da un museo di storia naturale. Al piano superiore è anche presente una superba collezione di minerali, pare sia la seconda più ricca d'Europa, da sola varrebbe la visita. Dono di un collezionista piacentino è più ampia di molte altre viste in famosi musei, davvero straordinaria. Minerali da tutto il mondo, catalogati per zona geografica e tipologia, perfettamente esposti in teche di legno pensate e create dal collezionista stesso. In alcuni espositori sono in mostra anche vari campioni fosforescenti, la vetrina si spegne e in un attimo si illuminano vividamente di un giallo acceso, un viola squillante o un verde acido, un altro esempio di quanto la natura sia incredibile e stupefacente. Personale molto cortese e disponibile. Complimenti ai ricercatori del museo e ai loro studi in icnologia, scienza moderna poco conosciuta ma molto interessante di cui il responsabile ci ha spiegato la natura e illustrato alcuni passaggi. Gentilissima la direttice, non sapendo chi fosse e per caso abbiamo scambiato alcune parole e abbiamo scoperto una persona competente e appassionata che con estrema disponibilità ci ha fornito molte informazioni, curiosità e aneddoti preziosi. Da notare anche l'edificio in cui il museo è allestito, una costruzione in mattoni a vista e grandi vetrate, una vecchia fabbrica del ghiaccio che della struttura originale ha conservato l'impronta e persino alcuni affascinanti macchinari. Ristrutturazione molto riuscita, i particolari originari sono ben valorizzati, nel percorso di visita sono presenti anche alcuni pannelli su cui viene narrata la storia e mostrate varie foto degli interni e della lavorazione del ghiaccio nel periodo di attività della fabbrica. Biglietto super economico: intero adulti 3€. Veramente un bel museo per piccoli e grandi, da vedere!”
“Una meta da sogno, il centro delle nostre vacanze, se potessi mi trasferirei qui. Posizione tranquilla e strategica con servizi adatti ad ogni tipo di vacanza. mia moglie la nostra cagnolina ed io abbiamo goduto appieno del buon cibo del buon vino e dell'ospitalità di Fabrizio che è di fatto il campo del pillo. Posto ideale per ritrovarsi, rilassarsi,allenarsi, ma anche posizione strategica per raggiungere altre località come le 5 terre o i vari Trail, le palestre di roccia, per ride in MTB visite a fonti surgive, rifugi, cascate o altri doni della natura non troppo lontani da qui. Tutto in piena libertà di entrata ed uscita a qualsiasi ora. Molto consigliato per persone sensibili ed intelligenti che sanno godere della natura nel pieno rispetto dell'ambiente.”
“Gran giro in moto per le colline tosco emiliane! Consigliatissimo”
Situata a Campagnola Emilia, l'Oasi LIPU Celestina è uno straordinario esempio di riqualificazione ambientale nel cuore della pianura reggiana. Nata grazie a una generosa donazione testamentaria, questa riserva di 12 ettari protegge un prezioso scrigno di biodiversità. L'oasi offre percorsi didattici attrezzati con capanni di osservazione e torrette ideali per il birdwatching e la fotografia naturalistica. All'interno del centro visite è possibile ammirare mostre fotografiche a tema e partecipare a laboratori di educazione ambientale.
Il Parco Regionale dell'Alto Appennino Modenese, noto anche come Parco del Frignano, si estende lungo il suggestivo crinale tosco-emiliano nei pressi di Frassinoro. Questa splendida area protetta offre panorami eccezionali che spaziano dalla pianura padana fino alle maestose Alpi Apuane. Il parco vanta una rete di sentieri CAI estremamente curata, ideale per il trekking estivo, le escursioni alle cascate e le passeggiate nei boschi di faggio. Durante la stagione invernale, il territorio si trasforma in un paradiso per gli amanti dello sci da fondo e delle ciaspolate sulla neve.
“Luogo magico e mistico, un una valletta di un verde lussureggiante con tantissime querce e un piccolo corso d'acqua di una risorgiva.”
“Frutta di qualità e prezzi convenienti.”
Il Sentiero 904, che si snoda da Bologna fino all'Eremo di Ronzano, è un suggestivo percorso naturalistico immerso nei colli bolognesi. Questa storica via offre ai cittadini e ai turisti un'oasi di pace a pochissimi passi dal centro urbano della città. L'itinerario è ideale per escursioni a piedi, sessioni di trekking leggero, passeggiate rigeneranti e attività di trail running all'aria aperta. Lungo il tragitto è possibile ammirare la ricca flora locale e godere di splendidi scorci panoramici sulla vallata circostante.
“"Il Parco Fluviale è un'oasi di tranquillità immersa nella natura. Perfetto per passeggiate rilassanti e picnic in famiglia. Un luogo ideale per staccare dalla routine quotidiana."”
“Splendido prativo a a 1800m. Facile da raggiungere”
“Ragazzi una Favola ..il Nevada è a Reggio Emilia”
“Personale simpatico e disponibile, materiali di ottima qualità. Ottimo fornitore di zona completo ed organizzato”
“Sasso Fratino è una parte del nucleo originario della Riserva Naturale Integrale, definita foresta originaria (conservante la struttura delle associazioni vegetali risalenti alle “origini”, ovvero al tempo delle antiche civiltà mediterranee). All’interno dell’anfiteatro di Sasso Fratino relitti di grandi piante secche si accompagnano al Faggio dominante nelle quote superiori mentre l’Abete compare a quote inferiori. Pochissimo antropizzato fin da epoche remote, fa parte dalla fine del XIV sec. della “Macchia dell’Opera del Duomo di Firenze” ma l’impraticabilità del luogo impedì i tagli forestali e in rarissimi casi si trovano lettere di taglio limitate all’utilizzo di pochi alberi da parte di bigonai: «[…] ordinò che le lettere dei legni d’abeto da concedere a particolari tanto per privilegio che in pagamento, si facciano negli infrascritti luoghi per maggiore conservazione di dette selve […] essendo tutta macchia scomoda per la trattura delle travi e lontana, con grande spesa per fare vie per la condotta. […] sono tutti luoghi dove i conduttori non vi hanno mai tagliato per essere impraticabile per vie […]» (A. Gabbrielli, E. Settesoldi, 1977). I due ingegneri forestali boemi Seelan e Siemon (Siemoni) nella relazione del 1836-37 predisposta per il Granduca Leopoldo II al fine del recupero del patrimonio forestale, segnalavano che l’area era ancora ricoperta di abeti bianchi di grandi dimensioni e vi era abbondanza di faggi più che maturi. Così ricorda Fabio Clauser: « seguendo il piano di gestione della Foresta di Badia Prataglia, trovarsi a decidere, vedendoli uno per uno, della vita e della morte di alberi così straordinari, ho sentito troppo forte il richiamo alla conservazione di quell’irripetibile e straordinario patrimonio naturale. Ho deciso quindi “abusivamente” di non intervenire. Così nel 1959 si pervenne all’istituzione della riserva.» (F. Clauser, 2016). L’accostamento di Sasso e Fratino è testimonianza dell’importanza che i siti esercitano nei processi di localizzazione della popolazione, trasferendo sul territorio sentimenti, miti e leggende locali. Così i termini fisici e le voci geografiche sono “umanizzati” proporzionalmente alla dimensione dell’azione antropico-insediativa, cogliendo particolari aspetti, comunque legati all’orografia dei luoghi. Il secondo termine rappresenterebbe così una contrazione da frattino nel senso di fratturato, dirupato: «L’aspetto aspro, accidentato e scosceso è l’impronta morfologica più tipica di questa porzione d’Appennino: bancate rocciose aggettanti su accumuli di ciclopici massi franati e creste affilate […] La superficie del suolo è caotica: enormi massi irregolarmente accatastati lungo il pendio. Questa tipica condizione del terreno, così originale e dominante, può avere suggerito il nome di Sasso Fratino» (S. Olivari, 2009). «Deve il suo nome all’unione di due parole latine: Saxo = roccia e Frangere =rompere; che sottolineano come la morfologia sia estremamente accidentata.» (N. Agostini, D. Alberti, 2018). Dal 7 luglio 2017 le faggete vetuste del Parco Nazionale comprese nella Riserva Integrale di Sasso Fratino e una vasta area circostante fanno parte del patrimonio mondiale dell’UNESCO. Approfondite indagini nell’area, che rappresenta complessivamente il sito di maggiori dimensioni tra quelli designati in Italia ed uno dei più estesi complessi forestali vetusti d’Europa, hanno portato alla scoperta di faggi vecchi di oltre 500 anni, tra i più antichi d’Europa, che fa entrare Sasso Fratino nella top ten delle foreste decidue più antiche di tutto l’Emisfero Nord. Questi faggi sono quindi coevi di Cristoforo Colombo e Leonardo da Vinci e al limite della longevità per le latifoglie decidue.”
“Ottimo punto panoramico sù Baldo , pianura , Pietra Bismantova , Cimone , Cusna , Succiso , Lagastrello , Marmagna , ecc. . . .”
“Bella strada da fare in moto. Sul passo c'è un bel prato per godersi un po di tranquillità”
Risposte generate dai dati attuali della directory.