Panoramica del catalogo
- 18 Aziende totali
- 4.3 Valutazione media
- 89% Con recensioni
- 94% Con foto
- 4 Molto valutati
- 17 Aperti nel weekend
Trovati 18 risultati
Sfoglia pasto a Carpi (MO). Usa questa directory per confrontare valutazioni, recensioni, foto, orari di apertura, indirizzi e contatti. 18 risultati a Carpi (MO). Valutazione media 4.3/5 basata su 6,657 recensioni e valutazioni.
Quante attività rientrano in ogni fascia di voto (solo valutate).
“Cibo ottimo, ambiente vacanziero. Tagliata sublime! Consigliato!”
Ubicato a pochi passi dal centro storico di Carpi, il Ristorante Il Carducci è una rinomata tappa per gli amanti della buona tavola. La struttura offre un'atmosfera accogliente e familiare dove riscoprire le ricette più autentiche della tradizione culinaria modenese. Il punto di forza della cucina è la pasta fresca fatta in casa ogni giorno secondo gli antichi saperi artigianali. Tra i piatti proposti spiccano il fragrante gnocco fritto servito con affettati misti e la caratteristica culaccia locale.
“Miglior posto a carpi per birretta buona e cibo buono al prezzo giusto”
“POSTO OTTIMO ♥️ Cibo di qualità e servizio ottimo. Super gentile il personale e sempre attento al cliente per farlo sempre contento! Lo consiglio a tutti, ci vediamo presto”
“Cucina ottima kebab delicious Invece Per servizio da migliorare ambiente super ottimo”
“Mangio da loro da tanto, consiglio il loro kebab sono anche molto simpatici .”
“Semplicemente FANTASTICO, ho sentito gente che si lamentava del sovrapprezzo Post aggiornamento del locale ,ma evidentemente preferiscono andare da un all you can eat dove spacciano carne di bestie a caso come maiale. Oltre la qualità che a parere mio sembra migliorata di molto, la location è molto più bella di prima , ho assaggiato quasi tutto e su alcuni piatti ho dovuto spendere un minuto di silenzio per assaporare quell'esplosione di gusto. Il maiale in agrodolce e l'hosomaki con la fragola (M12 non dimenticate!) Sono DAVVERO ECCEZIONALI! super consigliato è lapalissiano dire che ci tornerò. Per di più hanno anche una tessera sconti il migliore a mani basse della zona sia per qualità che per prezzo!”
“Pranzato di ritorno da una visita. Bellissima scoperta di una vecchia trattoria dove già dall'accoglienza capisci di essere nel posto giusto. Ottimo gnocco fritto con prosciutto come antipasto e ottima tagliatella al ragù. Acqua, 1/4 di vino e caffè gentilmente offerto. Personale molto gentile e cameriera sempre con un sorriso. Buon prezzo”
“È tutto molto carino, ambiente simpatico Tutto ciò che si mangia è buono e piacevole consumare. Direi un bar perfetto per i miei gusti almeno.”
“Ambienti nuovi, moderni. Personale gentile. Caffè buono. Bella proposta di panini, tramezzini, e stuzzicherei varie. Cantina discreta. Non ho provato gli aperitivi, ma a vedersi sembrano belli e con una bella porzione di stuzzichini vari. Bel posto.”
“La proposta poi frizzante allegra e buona dei nostri territori. Enrico vero OSTE, ti farà sentire a casa, ottimo vino ottima cucina … l’ideale per una serata spensierata”
“Posto pulito cibo ottimo e per cosa più importante il miglior personale che abbia mai trovato.”
“Simpatici e professionali il cibo ottimo”
“Caffè in cialde buono, tante varianti, buon servizio.”
“Cookis e stra figo si sta benissimo si può leggere tranquillamente ci si rilassa i gestori sono bravissimi e di famiglia...!!! Buonissimi gli aperitivi!!!!! Bello mi piace!!!”
“Recensione per Bar Dorando – Una tragedia in più atti Ci sono esperienze che segnano, altre che insegnano, e poi ci sono quelle che… sconvolgono silenziosamente l’anima. La mia visita al Bar Dorando appartiene senza dubbio a quest’ultima categoria: una di quelle storie che racconti con lo sguardo perso nel vuoto, come chi ha visto cose che preferirebbe non ricordare. Atto I – L’arrivo: il preludio alla caduta Varcare la soglia del Bar Dorando è stato come entrare in una scena sospesa tra realtà e metafora. Un luogo in cui il tempo non scorre, ma ristagna. Mi sono seduto, e subito un silenzio interiore ha iniziato a pesare: non lo definirei un’attesa normale, ma una sorta di interrogazione esistenziale. “Mi noteranno?” “Sto chiedendo troppo?” “È questa la fine della mia speranza?” Il personale era lì, presente ma distante, come figure di una tragedia greca condannate a ignorare il protagonista. Ho atteso. Ho guardato l’orizzonte (cioè il bancone). E ho atteso ancora. Atto II – Il servizio: l’agonia del dettaglio Quando finalmente sono stato degnato di un’interazione, è stato come assistere a un dialogo recitato senza convinzione: parole veloci, espressioni neutre, un’energia che sembrava provenire da un universo parallelo in cui la motivazione non è mai esistita. Ordinare è stato un atto di fede. E mentre pronunciavo quelle semplici parole, ho capito che non dovevo aspettarmi nulla. E niente, infatti, è arrivato. La bevanda che mi è stata servita aveva un aspetto così privo di vita che avrei quasi voluto coprirla con un mantello, per rispetto. Il gusto era piatto, dimenticabile, come se ogni aroma avesse deciso di abbandonare la missione un secondo prima di arrivare al mio tavolo. Ciò che ho assaggiato dal banco non ha offerto alcun riscatto. Era lì, inerte, come un simbolo muto della resa culinaria. Il morso è stato breve. L’amarezza, invece, lunga. Atto III – Il conto: la caduta finale Il momento del conto è stato il colpo di scena che non volevo, ma che temevo. Cifre che sembravano sussurrarmi: “Perché sei venuto qui? Perché hai creduto che sarebbe andata diversamente?” Ero lì, con lo scontrino in mano, divorato da quella sensazione che nasce quando paghi per qualcosa che non ti ha dato né gioia né nutrimento spirituale. Un finale amaro degno della miglior tragedia. Epilogo – L’allontanamento: il silenzio dopo la tempesta Uscendo dal Bar Dorando, ho sentito il bisogno di respirare profondamente, come chi rinasce da un viaggio impegnativo. L’aria fresca fuori dal locale aveva il sapore della libertà e del sollievo. Mi sono voltato un’ultima volta, non con rabbia, ma con quella malinconia che si prova davanti a ciò che avrebbe potuto essere… ma non è stato. Non so se tornerò. A essere onesto, credo che questa esperienza rimarrà chiusa lì, tra le pieghe dei ricordi che preferisci non rievocare troppo spesso.”