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Trovati 61 risultati
Sfoglia sentieri escursionistici a Emilia-Romagna. Usa questa directory per confrontare valutazioni, recensioni, foto, orari di apertura, indirizzi e contatti. 61 risultati a Emilia-Romagna. Valutazione media 4.1/5 basata su 7,496 recensioni e valutazioni.
“Un parco tranquillo e ben curato.”
“Bellissime cascate, il percorso non è troppo impegnativo. Da vedere.”
“Sono stato per 2 notti in questo chalet, mi sono sentito a mio agio sin da subito, posto meraviglioso, accogliente e rilassante. Lo consiglio.”
“Posto meraviglioso ed incontaminato, acqua freschissima!”
“Accoglienza super e posto perfetto”
“A me personalmente è piaciuto troppo i proprietari persone premurose ma soprattutto gentilissimi vasca in camera e libri da leggere a gogò complimenti”
“Mi sono trasferita a Zola Predosa per lavoro e sono stata 6 mesi a casa fornacina.. Letizia e Tania sono sempre state super disponibili e super gentili, il posto non si può descrivere ma si deve vivere perché regala ogni giorno delle emozioni forti soprattutto per chi come me ama la natura.. le giornate erano ricche di colori e di profumi e il richiamo degli animali era musica per me.. questo posto, questa casa, questi panorami sono e resteranno per sempre nel mio cuore..”
“Passeggiata tranquilla con la bellezza di poter mangiare al Rifugio Pescheria.”
“Luogo pazzesco! Da andare nel periodo autunnale o primaverile. In estate è troppo caldo ! Attenzione. Vestirsi con abbigliamento e calzature adeguate, molto ripido ed esposto. I bambini accompagnati o meglio evitare per non correre rischi.”
“Molto accogliente e propietario molto disponibilie. un angolo di serena tranquillità”
“Bella palestra caratteristica... Trovi un po' di tutto dai mono tiri e delle vie di più tiri tranquilli Roccia tipica della zona... Situata in posizione dove l'arrampicata è consigliata nel periodo Freschi piuttosto che in piena estate”
“Sasso Fratino è una parte del nucleo originario della Riserva Naturale Integrale, definita foresta originaria (conservante la struttura delle associazioni vegetali risalenti alle “origini”, ovvero al tempo delle antiche civiltà mediterranee). All’interno dell’anfiteatro di Sasso Fratino relitti di grandi piante secche si accompagnano al Faggio dominante nelle quote superiori mentre l’Abete compare a quote inferiori. Pochissimo antropizzato fin da epoche remote, fa parte dalla fine del XIV sec. della “Macchia dell’Opera del Duomo di Firenze” ma l’impraticabilità del luogo impedì i tagli forestali e in rarissimi casi si trovano lettere di taglio limitate all’utilizzo di pochi alberi da parte di bigonai: «[…] ordinò che le lettere dei legni d’abeto da concedere a particolari tanto per privilegio che in pagamento, si facciano negli infrascritti luoghi per maggiore conservazione di dette selve […] essendo tutta macchia scomoda per la trattura delle travi e lontana, con grande spesa per fare vie per la condotta. […] sono tutti luoghi dove i conduttori non vi hanno mai tagliato per essere impraticabile per vie […]» (A. Gabbrielli, E. Settesoldi, 1977). I due ingegneri forestali boemi Seelan e Siemon (Siemoni) nella relazione del 1836-37 predisposta per il Granduca Leopoldo II al fine del recupero del patrimonio forestale, segnalavano che l’area era ancora ricoperta di abeti bianchi di grandi dimensioni e vi era abbondanza di faggi più che maturi. Così ricorda Fabio Clauser: « seguendo il piano di gestione della Foresta di Badia Prataglia, trovarsi a decidere, vedendoli uno per uno, della vita e della morte di alberi così straordinari, ho sentito troppo forte il richiamo alla conservazione di quell’irripetibile e straordinario patrimonio naturale. Ho deciso quindi “abusivamente” di non intervenire. Così nel 1959 si pervenne all’istituzione della riserva.» (F. Clauser, 2016). L’accostamento di Sasso e Fratino è testimonianza dell’importanza che i siti esercitano nei processi di localizzazione della popolazione, trasferendo sul territorio sentimenti, miti e leggende locali. Così i termini fisici e le voci geografiche sono “umanizzati” proporzionalmente alla dimensione dell’azione antropico-insediativa, cogliendo particolari aspetti, comunque legati all’orografia dei luoghi. Il secondo termine rappresenterebbe così una contrazione da frattino nel senso di fratturato, dirupato: «L’aspetto aspro, accidentato e scosceso è l’impronta morfologica più tipica di questa porzione d’Appennino: bancate rocciose aggettanti su accumuli di ciclopici massi franati e creste affilate […] La superficie del suolo è caotica: enormi massi irregolarmente accatastati lungo il pendio. Questa tipica condizione del terreno, così originale e dominante, può avere suggerito il nome di Sasso Fratino» (S. Olivari, 2009). «Deve il suo nome all’unione di due parole latine: Saxo = roccia e Frangere =rompere; che sottolineano come la morfologia sia estremamente accidentata.» (N. Agostini, D. Alberti, 2018). Dal 7 luglio 2017 le faggete vetuste del Parco Nazionale comprese nella Riserva Integrale di Sasso Fratino e una vasta area circostante fanno parte del patrimonio mondiale dell’UNESCO. Approfondite indagini nell’area, che rappresenta complessivamente il sito di maggiori dimensioni tra quelli designati in Italia ed uno dei più estesi complessi forestali vetusti d’Europa, hanno portato alla scoperta di faggi vecchi di oltre 500 anni, tra i più antichi d’Europa, che fa entrare Sasso Fratino nella top ten delle foreste decidue più antiche di tutto l’Emisfero Nord. Questi faggi sono quindi coevi di Cristoforo Colombo e Leonardo da Vinci e al limite della longevità per le latifoglie decidue.”
“Fantastico scenario, le foto ed i video di certo rendono poco. Stradina in mezzo al "bosco" che da un senso di tranquillità assoluta.”
“Camera e bagno curati ed accoglienti. Accoglienza familiare”
“Posizione perfetta, appartamento accogliente e pulitissimo!”
“Agente immobiliare preparatissimo”