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Trovati 352 risultati
Sfoglia fede a Marche. Usa questa directory per confrontare valutazioni, recensioni, foto, orari di apertura, indirizzi e contatti. 352 risultati a Marche. Valutazione media 3.3/5 basata su 6,023 recensioni e valutazioni. L'elenco sotto include fede da città come Pesaro, Fano, Ascoli Piceno, Urbino, Matelica e altre.
“La Chiesa di S. Giovanni Battista di Campocavallo, il cui antico nome era S. Maria in Valle di Roveto, fu costruita probabilmente sul luogo dove sorgeva un tempietto dedicato alla Vergine ed eretto nel medio evo, in mezzo a folti roveti, sul "fianco meridionale di una amena collina su cui sorgeva una volta un castello o Torre dei Goti (o a disegno gotico) del quale conservasi il nome nella contigua casa rurale Castri-Goto" Successivamente la zona fu disboscata ed i terreni furono occupati dai coloni. Si avverti perciò l'esigenza di trasformare l'antico romitaggio in piccola Parrocchia sotto l'invocazione del Battista: da cui il nome di S.Giovanni Battista in Valle di Roveto. Non risultando però le rendite di questa Parrocchia sufficienti al sostentamento di un Rettore la si uni con la vicina Parrocchia di S. Lorenzo in Campo Cavalli arrivando all'attuale denominazione di S. Giovanni Battista di Campocavallo. La denominazione di Campo Cavalli sembra derivata da uno scontro avvenuto nelle vicinanze tra la cavalleria Feltresca di Urbino e quella Malatestiana di Rimini. Don Antonio Poloni nel suo inventario del 1667 accenna all'antichità della chiesa di S. Giovanni Battista di Campocavallo attribuendola ai tempi dei Goti, come si leggeva in una antica iscrizione che non esiste più. Lo stesso Antonio Poloni dice che l'elemento certo più antico della Chiesa è rappresentato dalla campana maggiore appositamente fusa e benedetta per questa chiesa e datata 1411. Sembra che per molti anni la chiesa non fosse che una Cappellania. Fu eretta in Parrocchia e decorata del titolo di Pieve dall'Arcivescovo di Urbino Cardinale De Angelis nel 1667. [fonte: Massimo Giudi]”
“Le suore offrono assistenza nella casa di riposo”
“Frazione graziosa e ospitale con passeggiate lungo il fiume suggestive”
“Chiese molto carina in pieno centro storico”
“La chiesa mi piace molto così come è realizzata in pietra e in mattoni lasciati a vista. La facciata è ornata da coste parallele di mattoni e dal portale con stipiti in cotto. Sul retro si erge il campanile quasi interamente in pietra, dove la cella campanaria è invece realizzata in mattoni con paraste angolari.”
“Portale rinascimentale di grande bellezza”
“Luogo straordinario e carico di storia.”
“Posto paesaggistico si vede San Giuseppe di Cingoli, la punta del monte San Vicino, Villa Pozzo, piscina "La Cicogna". Ci si arriva a piedi o a cavallo dalla chiesa Sant'Esuperanzio. Il vecchio rudere della chiesa "parla" del suo vissuto...”
“Veramente un luogo incantevole situato nell'entroterra Pesarese; la Chiesa ed edifici annessi sono veramente ben tenuti”
“Rivisitazione Monti Sibillini zone Terremotate”
“Santa Maria dell'Imperiale, a basso sulla Via Flaminia, apparteneva alla Comunità dei Padri Crociferi di Santo Spirito in Pesaro. Essa venne loro destinata fin dal XIII secolo, perché vi alloggiassero i pellegrini che di notte non potevano entrare in città; di qui la denominazione: "Santa Maria delle fabbricole" cioè delle "piccole casette" in cui i pellegrini venivano alloggiati. Nel 1610, per volontà del duca Francesco Maria II Della Rovere, i PP. Crociferi assegnarono la chiesa ad un "prete rurale" e, dopo la soppressione del loro ordine (1636), l'ospedale e la chiesa furono trasformati in commenda. Caduta la Signoria e ritornata Pesaro alla S. Sede, l'ospedale fu chiuso e la chiesa fu dichiarata "Cappellania Curata" con bolla pontificia di Papa Clemente XII (1730-40), restando però alle dipendenze della parrocchia di Roncaglia. Nel l740, la chiesa fu riassestata ed ingrandita con la demolizione della loggia, che era davanti alla porta maggiore, per ordine del Vescovo Filippo Spada. Essendo alla fine del secolo XVIII ancora angusta ed insufficiente alle necessità della popolazione locale, il conte Giovan Francesco Almerici, la ricostruì di sana pianta negli anni 1801-05 nelle forme in cui si trova attualmente. Fu eretta a parrocchia con "bolla" datata 1803 da Mons. Giuseppe Beni.”