Panoramica del catalogo
- 756 Aziende totali
- 4.6 Valutazione media
- 83% Con recensioni
- 74% Con foto
- 41 Molto valutati
- 100 Aperti nel weekend
Trovati 756 risultati
Sfoglia chiesa a Basilicata. Usa questa directory per confrontare valutazioni, recensioni, foto, orari di apertura, indirizzi e contatti. 756 risultati a Basilicata. Valutazione media 4.6/5 basata su 16,870 recensioni e valutazioni. L'elenco sotto include chiesa da città come Potenza, Venosa, Lagonegro, Melfi, Maratea e altre.
Quante attività rientrano in ogni fascia di voto (solo valutate).
I servizi più spesso offerti dalle attività trovate.
I servizi più comuni tra le attività trovate, con i migliori per valutazione.
Attività ordinate per affidabilità del voto — voto e numero di recensioni.
| Attività | Voto | Recensioni | Categoria | Ideale per |
|---|---|---|---|---|
| Dielle Parrucchieri | 5.0 | 64 | Parrucchiere | Colore |
| Fioraio Maragno | 4.8 | 145 | Fioraio | Addobbi per eventi |
| Zipa cafè | 4.7 | 909 | Bar, Pub | Aperitivi con stuzzichini tipici |
| Bar Madness | 4.6 | 133 | Bar, Pub | Aperitivi e fast food |
| HoneyMonkey Brewing | 5.0 | 49 | Birrificio | Degustazione in tap room |
| Fiori di Testa | 4.6 | 25 | Fioraio | Addobbi per matrimoni |
“Posto centrale nel paese di Trecchina, luogo di culto e ritrovo”
“La costruzione della chiesa di S. Antonio, annessa al Convento risale al XVI secolo. Fu infatti nel 1588 che, durante il periodo quaresimale, il Vicario generale dell'Ordine francescano Padre Gerolamo da Polizzi, in visita ai Conventi Lucani, propose l'erezione di un Convento in questo territorio. La proposta fu accolta con grande entusiasmo dai picernesi che seppero testimoniare la loro devozione al Santo di Assisi, offrendo quanto ognuno poteva per rendere possibile la realizzazione dell'opera. Due anni dopo, nel 1590 si iniziarono i lavori, con l'approvazione del Vescovo Sebastiano Barnaba. In origine la chiesa fu costruita con una sola navata ed un solo altare centrale, dedicato a San Francesco. Seguì, nel secolo XVII, l'erezione di tre cappelle sul lato sinistro della navata principale e di altri locali sovrastanti la struttura del convento. Dal terremoto del 1857 il chiostro fu notevolmente danneggiato. In conseguenza poi delle vicende politiche, legate al dominio napoleonico prima ed all'Unità d'Italia dopo, fu dapprima limitato il numero dei frati e poi, in seguito alle leggi del 1861 e del 1866, il Convento fu definitivamente chiuso. I cappuccini rimasti vennero destinati al Convento di Marsiconuovo. Successivamente, ad evitare malcontento tra il popolo, si provvide a Picerno come pure a Vietri ed a Balvano a riaprire al culto la chiesa dei conventi soppressi.”
“Chiesa Sacro Cuore di Gesù...Via acquareggente (Paterno -pz-)”
“Bellissima Cripta assolutamente da visitare.”
“Bellissima e suggestiva. Tutto il complesso è assolutamente da visitare. Prezzo assolutamente contenuto che assicura anche la visita al museo di Venosa e in abbinamento al castello di Melfi.”
“La chiesa di Maria Discepola, attualmente rettoria ma in precedenza chiesa parrocchiale di Gesù Maestro, è parte di un grandioso complesso educativo che vede le sue origini negli anni ’20 del secolo XX, e rimanda a due apostoli, il barnabita padre Giovanni Semeria e il sacerdote don Giovanni Minozzi. Sono legati non dallo stesso nome ma da una comune passione apostolica verso i poveri orfani vittime della prima guerra mondiale, che termina la belligeranza nel 1918, ma lascia nei decenni successivi le ferite da rimarginare. Tra i tanti Istituti fondati vi è il "Principe di Piemonte" di Potenza, intitolato appunto al Principe di Piemonte, allora Umberto di Savoia, passato poi alla storia sotto il titolo di "re di Maggio", per aver governato per un solo mese di Maggio, sorto in seguito alla visita dei reali d’Italia a Potenza. La chiesa annessa al complesso dell'Istituto nasce alla fine degli anni '50 del XX secolo e da subito fu dedicata a Gesù Maestro. Nel 2010 la chiesa è stata intitolata a Maria Discepola ed è diventata rettoria in seguito alla costruzione del nuovo complesso parrocchiale, realizzato al centro del nuovo rione di Macchia Romana, la cui chiesa ha preso il titolo di Gesù Maestro.”
“E' l'unica Chiesa che insieme al convento attiguo al quale era annessa non fu fatta costruire a cura del popolo, ma per interessamento di un signore, o, meglio, di una signora, Zenobia Scaglione, vedova di Giuseppe Caracciolo, signore di Avigliano e di Ruoti. In origine era intitolata al Ss. Rosario e risale, come risulta da un atto notarile, stipulato da Francescantonio Masi, al 1605. Con la soppressione del convento nel 1808 la chiesa viene incamerata dal Comune, che poi la cede al Capitolo ricevendo in permuta il fabbricato dell'antica chiesa dell'Annunziata ubicato in Piazza Marconi. Fu più volte restaurata nel XIX secolo soprattutto nella facciata che subì dei cambiamenti.”
“La chiesa di S. Giuseppe è parte del "Centro di Servizi" costruito dal Consorzio di Bonifica Alta Val d'Agri; fu ultimata nel 1976 ed è stata poi data in uso alla Parrocchia nel 1978.”
“1478 (edificazione convento intorno) Nel 1478 viene fondato, dai Francescani Minori Osservanti, il Convento di S. Maria del Gesù. Nacque per volere del commissario per la Basilicata, padre Bonifacio da Mascufo, in virtù della bolla "Ex suprema dispotitione", emanata dal Papa Sisto IV il 20-11-1473; poiché la Basilicata non aveva una provincia francescana era intenzione del frate Bonifacio erigere una provincia autonoma di Basilicata. Descrizione La chiesa di Sant'Antonio di Padova è attigua al convento di S. Maria del Gesù e si trova appena fuori dal centro storico del paese. All'esterno si presenta con una facciata caratterizzata da un semplice portale in pietra recante un'incisione, nell'architrave, con la data 1542 riferita alla costruzione dell'edificio; nella parte superiore una finestra circolare e un ulteriore apertura rettangolare. Sul lato destro è presente un altro ingresso che immette nella navatella, ampliamento successivo rispetto all'impianto originario. Al suo interno un'unica navata con volta a botte unghiata, secondo il classico stile delle chiese francescane, delimitata dall'area presbiteriale da una balaustra in legno. Sul presbiterio, rialzato di sei gradini rispetto al piano di calpestio, è collocata la mensa e immediatamente a ridosso l'altare maggiore, ulteriormente rialzato di tre gradini, con l’antico coro ligneo settecentesco. Le arcate perimetrali che scandiscono la navata, divise da alte lesene, sono sormontate da un cornicione su cui si aprono grandi finestroni che illuminano la navata. In una delle due arcate ai lati del presbiterio è collocata in nicchia la statua di S. Lucia. Nelle arcate lungo le pareti della navata sono presenti tre altari per lato con pregevoli sculture lignee del XVIII-XIX secolo in nicchia; sul lato sinistro, quella di S. Antonio, S. Saverio e S. Vincenzo, mentre a destra le statue dell'Immacolata, S. Francesco e S. Chiara. Particolarmente interessante è la scultura in pietra, l'unica presente a Viggiano, raffigurante il Santo di Padova e datata 1726. Esternamente sul lato est trova collocazione il campanile con due livelli di finestre monofore sui quattro lati. L'area esterna e` a ridosso di un ampio piazzale in parte pavimentato e in parte sistemato a verde.”
“Molto bella l antica fonte battesimale, chiesa Madre di Rotonda!”
“Chiesa incantevole così come tutto il paese”
“Molto suggestiva questa chiesetta, all'inizio del percorso boschivo che porta al Cristo.”
“i luoghi del cuore seguono altre vie dinamiche che riportano ricordi a spasso nel tempo passato....ma che si proiettano nel futuro un posto dove godere del silenzio e del tempo infinitamente lento”
“L'edificazione della Chiesa Madre dedicata a San Nicola di Bari avvenne nel XVI sec., ed una epigrafe su un quadro nella navata centrale riporta la scritta “12 aprile 1555”. Sull’acquasantiera, entrando a sinistra, vi è il medaglione bronzeo della Croce delle Indulgenze e, nella navata sinistra, si trova il "Cappellone di Maria Ss. Del Piano" dove, durante l'anno, è custodita la statua lignea simbolo della devozione del Popolo di Episcopia. Il Cappellone è arricchito da un affresco raffigurante la nostra Madonna col Bambino contornato dalla rappresentazione del tetramorfo, il tutto completato con le nicchie dove attualmente trovano collocazione i reliquiari ed altre statue di antica fattura. Alcune delle reliquie esposte appartengono a San Secondo Martire, Sant’Exuperantis Martire, San Pacifico Martire e San Macario Abate, il Santo che visse ed operò ad Episcopia nella seconda metà del IX sec. ed edificò quello che oggi è il Monastero di Santa Maria del Piano. In fondo alla navata di sinistra si colloca il pregevole altare della Crocefissione, di fattura barocca mentre sopra l'altare principale in marmo policromo troneggia un imponente crocifisso ligneo del XVI sec. e la volta è affrescata con motivi geometrici mentre, un tempo, sulla navata centrale campeggiava un affresco di San Nicola con i fanciulli salvati. All’interno della chiesa si possono ammirare diverse tele e, nella navata destra, vi è un altare ligneo del 1695, commissionato da Donna Antonia Caracciolo alla morte del marito il Marchese Niccolò Della Porta, che reca una icona bizantina della Madonna Nera. Ai lati di questo altare troviamo le sepolture dei due più importanti esponenti della famiglia De Salvo mentre si colloca ai suoi piedi il fonte battesimale in pietra locale lavorata e legno finemente cesellato.”
“Bellissima chiesa, molto luminosa e decorata”
“Luogo ideale per l'ascolto è la condivisione della sana Parola di Dio.”
“Chiesa di nuovissima costruzione”
“La chiesa, risalente al XV secolo, è la più antica di Baragiano e rappresenta il centro della devozione degli abitanti del borgo.”
“Imponente chiesa madre nel centro cittadino, a tre navate con tre portali in bronzo, restaurata dopo il terremoto del 1980, all'interno conserva numerose statue di santi e quadri religiosi. Da visitare!”
“Esisteva un'antica rozza cappella che gli stessi contadini avevano costruito alla fine del XIX secolo. Demolita l'antica rozza cappella sullo stesso suolo, nel 1979, è stata edificata a cura del Genio Civile di Potenza una nuova Chiesa, più ampia e più funzionale.”
“La chiesa fu realizzata nel 1958 e sorge nel contesto di un centro di servizi sociali costruito a cura dell'Ente di sviluppo in Puglia e Lucania, che comprende, oltre la Chiesa, un edificio per le scuole elementari e per la scuola materna, uno spaccio di generi alimentari, un Ufficio per le poste, una farmacia ed un alloggio per il capo-azienda, ora donato alla chiesa.”
“L'attuale chiesa e' stata costruita dall'Ente di Irrigazione in Puglia e Lucania nel 1962. A seguito del movimento tellurico del 23 novembre 1980 si notano nella chiesa evidenti segni di rigonfiamento al pavimento, lungo tutto il lato destro longitudinale e all'intonaco che si trova ad immediato contatto con esso e una lesione al muro frontale sinistro. Soltanto dopo il terremoto del 1991 la chiesa è stata chiusa per far fronte a lavori di ristrutturazione e restauro ed in particolare si è proceduto al consolidamento delle fondazioni. E' stata riaperta nel 2005.”
“La chiesa è di recente costruzione ed è stata aperta al culto nel 2015.”
“La chiesa sorge nella frazione di San'Angelo in località Gianturco. Si ha memoria nella stessa località di una preesistente chiesa chiamata "Cappelluccia di S. Angelo", costruita dai contadini del luogo alla fine del 1800 con tetto e altare in legno. A seguito di un incendio fu totalmente demolita nel 1955. Sulle rovine della precedente chiesa, è stata eretta la nuova chiesa, più ampia e funzionale, grazie anche ai contributi dell'Ente di Sviluppo per la Riforma fondiaria di Puglia e Lucania; fu inaugurata nel 1958.”
“La chiesa di S. Gerardo Maiella costruita nella contrada Ponte Giacoia, è stata realizzata alla fine degli anni '50 del XX secolo e precisamente nel 1959. L'edificio, gravemente danneggiato dal terremoto del 1980, è stato ricostruito e riaperto agli inizi degli anni '90 del secolo scorso.”
“Il luogo dove attualmente sorge la chiesa un tempo ospitava una vecchia cappella dedicata a San Rocco andata distrutta agli inizi del 1800. Già dalla fine del 1800 si era impiantata nella contrada una comunità evangelica e nel tentativo di arginare la sua influenza, il parroco pensò di far costruire una chiesa. La cappella, dedicata a Maria Santissima delle Grazie, fu costruita nel 1950 in località Schiavi, contrada di Brienza distante sei chilometri circa dal centro abitato. L'edificazione della chiesetta, eretta vicino a un'antica strada sterrata che metteva in comunicazione la Valle del Melandro con il Vallo di Diano, fu voluta dal sacerdote don Catello Petrone con fondi offerti dai fedeli, dal comune, e in parte dallo stesso Don Catello. Per il completamento della fabbrica fu utilizzato anche del materiale di spoglio proveniente dalla Chiesa di San Martino (Madonna delle Grazie) situata nell'antico borgo di Brienza. La cappella fu consacrata nel 1951 dall'allora vescovo di Potenza mons. Augusto Bertazzoni.”
“La chiesa è di recente costruzione ed è stata inaugurata nel 2004.”
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