Panoramica del catalogo
- 125 Aziende totali
- 3.9 Valutazione media
- 87% Con recensioni
- 94% Con foto
Trovati 125 risultati
Sfoglia monumento a Roma (RM). Usa questa directory per confrontare valutazioni, recensioni, foto, orari di apertura, indirizzi e contatti. 125 risultati a Roma (RM). Valutazione media 3.9/5 basata su 613,274 recensioni e valutazioni.
“Questa Statua della Dea Roma si trova nel centro storico di Roma, Rione IV (Campo Marzio) all’interno della -Villa Medici. UN LUOGO SUGGESTIVO TRA STORIA E NATURA: Si trova davanti all'ingresso con cancello che si affaccia su Villa Borghese, nei pressi della Casina Valadier, osservandola ci ricorda il legame della città eterna con la mitologia. Per raggiungerla, bisogna attraversare gli ampi giardini della villa, che si estendono per diversi ettari e accolgono una varietà di flora. Uno dei punti più affascinanti lungo il percorso è il piazzale di fronte alla loggia, dove le siepi geometriche disegnano un vero e proprio labirinto naturale, offrendo ai visitatori una piacevole esperienza. UN VIAGGIO TRA ARTE E STORIA: Lungo il percorso si incontrano molte opere, purtroppo in prevalenza copie e luoghi raffinati, come ad esempio, la monumentale loggia di Cleopatra, l’Obelisco della Fontana dei Delfini e i Niobidi, un gruppo di tredici sculture che raffigurano il mito di Niobe, fino ad arrivare percorrendo un lungo viale nella parte nord a questa importante opera. ORIGINI DI UN’OPERA IMPONENTE: Questa statua colossale, alta circa 3,5 metri, scolpita in marmo, risale al II secolo d.C., ed è un prezioso frammento della storia dell’arte e dell’urbanistica della città. Il suo ritrovamento avvenne nei pressi del Palazzo del Quirinale e, in seguito, venne donata al Cardinale Ferdinando dal Papa Gregorio XIII. Ancora oggi, rappresenta uno dei simboli più simbolici della magnificenza dell’antica Roma. Si tratta della Dea che personificava la città di Roma, rappresentata come una donna possente, seduta in trono in una posizione solenne, con una tunica ampiamente panneggiata e un copricapo da guerriera. Probabilmente nella mano sinistra aveva una lancia, ora è visibile solo uno spezzone, mentre nella mano destra tiene il globo terrestre. ALLA SCOPERTA DEI TESORI DI ROMA: Se quanto letto ha suscitato in te curiosità e meraviglia, ti invito a esplorare le altre mie recensioni per scoprire i tesori senza tempo che Roma ha da offrire. Ogni angolo della città ha una storia da raccontare e un'emozione da regalare.”
“Andateci, merita. Ambiente molto carino e pulito, personale cordiale. Il maitre è un personaggio pittoresco che vi saprà ben consigliare (ed è l'unico che pende le comande). Il sevizio è un po' confusionario con il locale pieno e ciò provoca dei ritardi e qualche dimenticanza sugli ordini (a cui però si è posto subito rimedio). Piatti sopra la media: la materia prima è rispettata e le cotture sono impeccabili. Ottime le fritture (soprattutto possi e moscardini), spettacolare il tonno. Validi anche i dolci. Prezzi decisamente abbordabili per chiunque. Consiglio la prenotazione.”
“20 settembre 1870. E qui si fece la storia di Roma e d'Italia. Vicino a Porta Pia, questo monumento ricorda gli ultimi giorni di Roma in mano allo stato pontificio. Luogo affascinante e storico.”
“L'ingresso è libero sì entra da un cancello chiuso. Il posto è tenuto abbastanza bene.”
“Bella pineta per una passeggiata e un pic nic. Peccato per gli accampamenti abusivi e il degrado che ne deriva.”
“Una stradina sterrata di fianco al viale per arrivare al castello in tranquillità. Bellissima l'iniziativa green di Ossigeno nel trasformare il Lazio in una Regione sempre più verde.”
“Fuori dal perimetro urbano, lungo le strade: questa è in sintesi l'antichissima legge cui ci si atteneva per la sepoltura dei morti nei pressi degli abitati al tempo di Roma Antica. Logicamente le tombe più antiche occupavano sempre gli spazi adiacenti alla cittadina e poi via via le sepolture si spostavano verso le zone più lontane. Questo è uno dei due monumenti sepolcrali sopravvissuti fuori Porta Marina: è il primo che si incontra uscendo dalla stessa. Il secondo si trova più avanti proseguendo in direzione sud e si tratta del "Sepolcro a Caio Cartilio Poplicola", un vero e proprio monumento eretto in tributo ad una tra le figure politiche più importanti di Ostia Antica.”
“Interessante tassello del Museo diffuso che si sta realizzando nel Quartiere Giuliano-dalmata”
“Il Monumento ai caduti della Guardia di Finanza è in largo XXI Aprile, all’incrocio di via De Rossi con viale XXI Aprile. Il “Monumento ai Caduti della Regia Guardia di Finanza” fu completato nel 1924 e inaugurato nel 1930. E’ opera dello scultore Amleto Cataldi ed è costituito da un cilindro in peperino arricchito da sculture in bronzo che rappresentano finanzieri nell’assolvimento del proprio dovere e sormontato in alto da una statua raffigurante l’Italia. A caratteri romani, in alto nel peperino, la scritta dedicatoria: NELL’ANNO VII DELL’ERA FASCISTA – REGNANDO VITTORIO EMANVELE III – DVCE BENITO MUSSOLINI – IN ONORE AI CADVTI DELLA REGIA GUARDIA DI FINANZA – QUESTE PIETRE TVTELARI – E IL BRONZO PERENNE – CONFIDANO AGLI ITALIANI – IL COMANDO IL GIURAMENTO IL PREMIO – DI SILENZIOSA FEDELTA. Da un punto di vista estetico il monumento non può definirsi un successo: le statue dei finanzieri sono massicce e statiche, nonostante vogliano ritrarre proprio delle azioni, e la statua dell’Italia in cima, realizzata in dimensione ridotta per sfruttare l’effetto prospettico, appare ridicolmente piccola rispetto ai personaggi sottostanti.”
“Il monumento ai Caduti, realizzato nel 1928 da Alberto Felci, si trova al nella parte finale della piazza Tommaso Frasconi. È una semplice opera in travertino e bronzo, caratterizzata da un basamento su cui si erge una stele terminante con la bandiera. Sotto, vi sono le targhe con i nomi dei caduti e la sagoma di un elmetto.Il monumento era dedicato alla memoria ai caduti della prima guerra mondiale successivamente sono stati poi aggiunti anche quelli del second conflitto.”
“Caro povero Ciro, vittima di una radicalizzazione violenta espressasi in una mente debole, anche essa suo malgrado vittima. Non so chi abbia dipinto questo murale, ma è bellissimo. Grazie.”
“Città gemellata con Bozcaada in Turchia”
“Il Monumento funebre del cardinale Paolo Emilio Sfondrati (realizzato nel 1623) si trova nel lato destro del portico della Basilica di Santa Cecilia, la quale si trova nel centro storico di Roma, Rione XIII (Trastevere), La tradizione vuole che la Basilica sia stata edificata dove era presente la casa di Santa Cecilia (martire romana del III sec. d.C.), i cui ambienti sono ancora visitabili nel sotterraneo. . Il monumento di tipo barocco, un tempo presente all’interno della chiesa, viene attribuito a Girolamo Rainaldi per il progetto e a Carlo Maderno , è ricco di preziosi marmi policromi, ricorda il cardinale Paolo Emilio Sfondrati (1560 – 1618) il quale tanto si era adoperato per il ritrovamento del corpo di Santa Cecilia (martirizzata nel III secolo d.C.), il cui corpo venne rinvenuto nelle Catacombe di San Callisto poi nel X secolo venne portato in questo edificio e le cui spoglie vennero poi ritrovate nel XVI secolo. Di grande livello sono le sculture che la compongono, in alto un bassorilievo che riproduce la suggestiva verifica del corpo di Santa Cecilia (avvenuta nel 1599), in basso le statue di Sant’Agnese (sx) e Santa Cecilia (dx), al centro il mezzo busto del Cardinale, con l’abito talare e le mani congiunte.”
“Il monumento è delimitato da una bassa cancellata intervallata da quattro pilastrini a ogiva; la lapide in travertino presenta una cornice modanata e sagomata, sormontata al centro da un'aquila e due elmi, in basso, lateralmente, due bracieri, al centro, lampada votiva; all'interno della lapide sono riportati, divisi in quattro colonne, i nomi dei 324 caduti del rione; sotto il monumento, altare decorato sulla fronte da una croce iscritta in una corona d'alloro, sopra una decorazione con un elmetto, due gladi e foglie di quercia”
“Il monumento a Francisco de Paula (giardini di Villa Borghese, Roma) si trova nel parco ed è una statua molto bella e ben tenuta. È un parco molto bello ed è un bellissimo monumento al re. È abbastanza grande e vale la pena visitare questo incantevole parco e dare un'occhiata a questa statua e ad altre situate nella zona e nei dintorni. Mi è piaciuto il mio tempo qui e consiglio vivamente di fare una bella passeggiata lunga in questo parco e vedere i siti.”
“Il Monumento ai caduti francesi si trova nell’omonimo Viale all’interno della Villa Doria Pamphilj, nel Quartiere XII (Gianicolense) a Roma. Si tratta di una delle particolarità che passano inosservate, specialmente perché è da diversi anni che ormai è recintata poiché con vari danni, in attesa che gli venga resa la dignità che gli compete. STORIA: Venne commissionato dal principe Filippo Andrea V Doria Pamphilj, sindaco di Roma nel 1947. Con quest’opera, si volevano commemorare i militari francesi morti nella battaglia in difesa del potere del papa, contro la Repubblica Romana. Il luogo scelto vicino all’antica residenza dei Pamphilj è perché quel luogo era stato utilizzato dai Francesi come ospedale e il luogo attiguo come area di sepoltura per i militari deceduti. ARCHITETTURA: L’opera in marmo di Carrara e travertino, venne progettata nel 1850, da Andrea Busiri Vici. Si compone di un basamento quadrato a cinque gradini, su cui poggiano quattro colonne che sorreggono una volta a crociera. All’interno è presente un’edicola, dove in una nicchia si trova la statua della Madonna. SCOPRIRE ROMA ATTRAVERSO I SUOI DETTAGLI (UN DETTAGLIO ALLA VOLTA): Se avete gradito questa lettura, vi invito a scoprire le altre mie recensioni, immergendovi nei dettagli che rendono Roma un luogo sempre sorprendente.”
“DOVE SI TROVA: Passeggiando nella tranquilla zona in Piazza di San Gregorio incontriamo il busto di Madre Teresa di Calcutta Ci troviamo nel centro storico di Roma, Rione XIX (Celio). UN DIARIO FOTOGRAFICO LUNGO 20 ANNI Questo luogo l’ho visitato più volte, a partire dalla sua inaugurazione. Successivamente l’ho recensito. Ogni volta ho raccolto nuove immagini e sensazioni che mi piace condividere le quali raccontano più di mille parole. PILLOLE DI STORIA: Madre Teresa è nata nel 1910 nell’attuale Macedonia del Nord e morta a Calcutta nel 1997. Nel 1950 fondò in India la Congregazione delle Missionarie della Carità, dedita all’assistenza dei più poveri. Nel 2016 è stata proclamata Santa da Papa Francesco Bergoglio. ARCHITETTURA: Quest’opera fu commissionata dalla Repubblica dell'India al famoso artista C. Ravi Shankar Patnaik, e donata alla città di Roma, l’inaugurazione avvenne nel 2005. Il suggestivo busto bronzeo è di modeste dimensioni ma di alta intensità espressiva e spirituale. Poggia su un basamento marmoreo. Sulla facciata è posta l’iscrizione: ICONA DELLA CARITÀ MADRE PER TUTTI. La collocazione dell’opera non è casuale, poiché proprio accanto sorge la sede romana della sua Congregazione, dove Madre Teresa soggiornava durante i suoi viaggi a Roma CURIOSITÀ: LO SAI CHE…? La Chiesa di San Gregorio al Celio, situata davanti all’opera, è un antico edificio del VI secolo, famoso per i suoi oratori medievali e per la maestosa scalinata che conduce al convento. Consiglio anche la visita degli Oratori di San Gregorio, sono tre piccole gemme ricche di leggende, storia, arte e religione. UN’ESPERIENZA PERSONALE: Si tratta di un luogo, al di fuori dei percorsi turistici, che per visitarlo, bisogna conoscerlo. Guardandolo si rimane coinvolti dai tratti veristici dell’opera, con il volto scarno scavato dalle rughe, con lo sguardo che trasmette quella che era la sua preoccupazione e l’amore verso il prossimo più bisognoso. Viene rappresentata con gli abiti religiosi, un crocifisso appuntato sulla destra e un velo sul capo. Nell’insieme un’opera che va osservata con attenzione e se si vuole anche per un momento di raccoglimento per questa grande figura dell’umanità. VIAGGIO FRA I DETTAGLI DI ROMA: Il busto di Madre Teresa di Calcutta è un piccolo gioiello d’arte nascosto che unisce, spiritualità e memoria storica. Se hai gradito questa lettura, ti invito a scoprire le altre mie recensioni.”
“Il monumento a Menotti Garibaldi ad Ariccia è un'opera scultorea dedicata al figlio di Giuseppe Garibaldi, situata nel centro storico, di fronte alla Villa Comunale. Realizzata dall'artista Ernesto Biondi, la statua commemora Menotti come "pioniere dell'agro romano e pontino". Il monumento fu inaugurato nel 1903 e si trova in un'area che era stata precedentemente adibita a giardino pubblico, acquisita dal comune nel 1887.”
“Il Monumento funerario cosiddetto "Dorico", situato lungo la storica Via Appia Antica, è un esempio emblematico dell'architettura funeraria romana che attinge agli stili e ai principi dell'ordine dorico greco. Questa struttura, pur non avendo una datazione precisa disponibile qui, si presume appartenga al periodo in cui l'influenza greca sull'arte e sull'architettura romane era al suo apice, fungendo da ponte culturale tra le due civiltà. Descrizione e Contesto Storico Il Monumento funerario dorico si distingue per la sua semplicità ed eleganza, caratteristiche dell'ordine dorico, uno dei tre ordini classici dell'architettura greca, noto per la sua robustezza e la mancanza di ornamenti eccessivi. Questo monumento avrebbe servito come luogo di sepoltura o commemorazione per un individuo o una famiglia romana di rilievo, riflettendo il loro status sociale e la loro ricchezza. Caratteristiche Architettoniche Il monumento presenta tipicamente una base solida su cui poggia una colonna o un insieme di colonne, sormontate da un capitello semplice che sostiene l'architrave e il frontone. La mancanza di elementi decorativi complessi e l'utilizzo di linee pulite e geometriche conferiscono al monumento un aspetto di dignitosa austerità, in linea con i principi dell'ordine dorico. Importanza Culturale e Artistica La presenza di elementi dorici in un monumento funerario romano testimonia l'ammirazione e l'assimilazione della cultura e dell'arte greche da parte dei Romani. Questi scambi culturali arricchirono l'architettura romana, portando a un'ibridazione di stili che caratterizzò l'arte e l'architettura del mondo antico. Il Monumento funerario dorico serve quindi come testimonianza dell'interazione culturale tra Grecia e Roma, oltre a riflettere le convinzioni e le pratiche funerarie dell'epoca. Esperienza Personale e Riflessioni Visitare il Monumento funerario dorico lungo la Via Appia Antica offre un'opportunità unica di apprezzare la bellezza e la semplicità dell'architettura dorica applicata in un contesto funerario. L'atmosfera storica della Via Appia, con le sue antiche pietre e i monumenti che punteggiano il paesaggio, aggiunge un senso di continuità storica e di profonda connessione con il passato. Conclusione Il Monumento funerario cosiddetto "Dorico" è un prezioso esempio dell'influenza greca sull'architettura romana e un importante sito di interesse per chiunque sia affascinato dalla storia antica, dall'arte e dall'architettura. La sua presenza lungo la Via Appia Antica non solo arricchisce il patrimonio culturale della zona ma serve anche come promemoria della capacità dell'umanità di creare bellezza duratura in onore dei suoi cari scomparsi.”
“È molto Importante per la Storia del quartiere.”
“Assolutamente magnifico. Una vera e propria oasi a pochi chilometri da Roma. Il parco naturale ha tre ingressi... 2 sentieri da Ladispoli (uno che porta vicino ai resti della Torre e uno a centro spiaggia) con pochi parcheggi liberi e diverse aree di parcheggio a pagamento ed un grande parcheggio lato Cerveteri che in questi giorni estivi sono a pagamento ma che generalmente durante l'anno sono liberi. E' una spiaggia libera e "selvaggia" per cui NON ci sono servizi. Non si affittano sdraio o lettini ed ogni sentiero è lungo almeno un chilometro buono ma il paesaggio è davvero suggestivo e gli ampi spazi della spiaggia e il fondale generalmente basso sono ideali per le famiglie con bambini o gruppi numerosi mantenendo comunque una certa distanza fra gli altri.”
“Assolutamente magnifico. Una vera e propria oasi a pochi chilometri da Roma. Il parco naturale ha tre ingressi... 2 sentieri da Ladispoli (uno che porta vicino ai resti della Torre e uno a centro spiaggia) con pochi parcheggi liberi e diverse aree di parcheggio a pagamento ed un grande parcheggio lato Cerveteri che in questi giorni estivi sono a pagamento ma che generalmente durante l'anno sono liberi. E' una spiaggia libera e "selvaggia" per cui NON ci sono servizi. Non si affittano sdraio o lettini ed ogni sentiero è lungo almeno un chilometro buono ma il paesaggio è davvero suggestivo e gli ampi spazi della spiaggia e il fondale generalmente basso sono ideali per le famiglie con bambini o gruppi numerosi mantenendo comunque una certa distanza fra gli altri.”
“Ufficio depenalizzazione molto efficiente, a differenza delle altre recensioni mi hanno aiutata a risolvere un problema ricevendo chiare risposte via mail. Grazie”
“Medaglia d'oro al valore civile vigile del fuoco morto in servizio nel 2 settembre 1965.”